TEMA DELL’EDIZIONE:
“Il sogno di pace tra le tenebre della guerra”

1. L’esperanto nell’Europa della post-verità

(Walter Bruno)

Studente di Giuriprudenza Comparata Europea e Transnazionale all’Università di Trento, membro della Commissione Relazioni Esterne di TEJO, Presidente di UniEK, Comunità Universitaria per l’Europa e l’Esperanto, Presidente Gioventù Federalista Europea Trento


Che senso ha parlare di Esperanto nel 2017? In un Europa fondata sull’integrazione economica e finanziaria, incapace di affrontare le sfide del XXI secolo, nell’era di Trump, dell’ISIS e della “post-verità” c’è un filo rosso che unisce le evoluzioni della globalizzazione attuale, un disegno che il padre dell’esperanto aveva diffidato. In che modo l’esperanto può rappresentare un modello alternativo e autentico di globalizzazione e di integrazione europea?










2. Alternative alla corrente dominante: relazioni tra Esperanto, Linux, poliamorismo, veganismo, bahaismo

(C. Reale)

silhouettes-616913_1280Comunicatore scientifico, C. si occupa di giochi, lingue e matematica, organizzando festival, esposizioni e conferenze. Poliglotta (parla più di 10 lingue, tra le quali il cinese e il latino!) in possesso del diploma internazionale di fonetica IFA. Inoltre, rappresente la Universala Esperanto Asocio presso le Nazioni Unite. Visita il suo canale Youtube ed il suo sito: www.cescoreale.com/lingue

La percentuale di esperantisti nel mondo di Linux è certamente molto più alta che nel resto del mondo, ed in modo simile la percentuale di utilizzatori di Linux in ambito Esperantista è certamente più alta che nel resto del mondo non-Esperantista. Questo pare applicarsi anche per altri accoppiamenti (Esperanto-Bahaismo, Esperanto-poliamorismo, etc..). Forse non si tratta di un caso, ma può capitare che tali modi di pensare siano alternativi e pertanto qualcuno che si possa chiedere se esista un’alternativa in qualche campo, più facilmente lo farà anche in un altro campo. Favorevoli? Contrari? Scambiamoci opinioni a riguardo!





3. Le scelte di vita ed i tre stadi della vita secondo Kierkegaard

Kierkegaard

(Emanuele Regano)

Emanuele Regano, attualmente studente universitario di linguistica presso l’Università di Torino, ha ottenuto la laurea triennale in Filosofia in quella stessa Università, con una tesi sullo sviluppo e l’evoluzione della Grammatica Universale, secondo le differenti teorie di Chomsky e Pinker. Dal 2011 è un esperantista, e dal 2012 ha rivestito diversi ruoli importanti all’interno del movimento esperantista italiano, in particolare come consigliere, ed in seguito presidente, della Gioventù Esperantista Italiana dal 2012 al 2016; e come membro del Consiglio Nazionale della Federazione Esperantista Italiana dal 2014 al giorno d’oggi.

Le scelte nella propria vita, siano esse a livello personale, lavorativo, di studio o di cuore, sono sempre difficili, e la scelta di vita è senz’altro un tema importante nella Storia della Filosofia, ma c’è un filosofo che, più di altri, ha analizzato e trattato questo tema, elaborando una specifica teoria che ha avuto un ruolo importante per filosofi, teologi, e anche per la vita quotidiana di ogni uomo. Si tratta qui di Kierkegaard, secondo le cui teorie possiamo strutturare la nostra vita secondo tre stadi susseguentisi: la vita estetica, quella etica e quella religiosa.





4. Conferenza e seminario: I testi ed il movimento dei Rosacroce: ultimo tentativo di mettere in piedi una base di discussione interconfessionale prima (e durante) la Guerra Dei Trent’Anni?

(Roberto Tresoldi)

Official_insignia_of_the_Rosicrucian_OrderRicercatore universitario, professore nelle scuole italiane, ha scritto numerosi libri ed articoli sulla lingua italiana, la teoria e la pratica dell’apprendimento e dell’istruzione, storia delle idee, storia della cultura, pensiero tradizionale (esoterismo, alchimia, kabbalah).

Nel secondo decennio del 17esimo secolo sono comparse alcune opere in cui si raccontano le attività di una misteriosa confraternita, fondata nel 15esimo secolo, il cui scopo era il rinnovamento dell’umanità. Tale rinnovamento si sarebbe dovuto basare sulle conoscenze misteriose del fondatore e sui principi dello studio, della scienza, della tolleranza e della saggezza. Dopo qualche anno comparvero a Parigi numerosi manifesti manoscritti che presentavano al pubblico l’ordine dei Rosacroce. Secondo alcuni studiosi, si trattava in tutti e due i casi di sciocchezze, uno scherzo da perdigiorno; secondo altri, al contrario, si trattava di un attentato contro la religione e le regole della società dell’epoca. Alcune persone, alla fine, credettero fermamente che si trattasse di un movimento veramente esoterico per il rinnovamento dell’umanità. Nacque allora il mito esoterico dei Rosacroce, che per secolì influenzò i dibattiti e la curiosità di numerosi studiosi.





5. L’UE dopo la Brexit: un nuovo sistema linguistico?

(Walter Bruno)

BREXITStudente di Giuriprudenza Comparata Europea e Transnazionale all’Università di Trento, membro della Commissione Relazioni Esterne di TEJO, Presidente di UniEK, Comunità Universitaria per l’Europa e l’Esperanto, Presidente Gioventù Federalista Europea Trento


Dopo il referendum del giugno 2016 con cui il Regno Unito ha scelto di uscire dall’Unione Europea si è aperto il dibattito sul regime linguistico dell’UE. Facciamo chiarezza tra Trattati, Regolamenti e politica: quale sarà il futuro dell’inglese ? L’Esperanto ha nella Brexit la sua occasione?Seguirà dibattito aperto






6. Siamo pronti per i grandi cambiamenti?

(Peter Baláž)

pollutionEsperantista slovacco ed editore residente nella città di Partizánske, coordinatore del dell’associazione di progetto di istruzione E@I (dal 2005) e capo organizzatore degli eventi SES (Somera Esperanta Studado – dal 2007) e KAEST (Konferenco pri Aplikoj de Esperanto en Scienco kaj Tekniko – dal 2010). Membro del consiglio dell’Unione Esperantista Europea (dal 2005) e cofondatore della Wikimedia Slovenská republika (2012). Fondatore ed attivista nel direttivo della Gioventù Esperantista Slovacca (SKEJ) ed ora presidente della Federazione Esperantista Slovacca (SKEF). Ha condotto gli studi di Interlingvistica ed Esperantologia presso la UAM di Poznan. Alcuni dei suoi hobby (a parte l’Esperanto) sono: i libri, film sci-fi, musica metal, meditazione. Nelle votazioni della rivista “La Ondo de Esperanto” è stato eletto Esperantista dell’anno 2012. Nel 2016 è stato presidente del LKK del 101-esimo UK a Nitra.

Il mondo cambia – e forse ci si avvicina al „punto di svolta“, che potrebbe avere due direzioni – verso una società migliore o peggiore di quella attuale. Il nostro pianeta ha bisogno urgente di uno sviluppo sostenibile – ma è realizzabile? E’ possibile avere allo stesso tempo telefoni sempre più moderni ed una natura più pulita? Di che cosa abbiamo maggiormente bisogno ora noi, come umanità? Quale strada scegliere? Cosa fare della propria vita? Come agire per migliorare davvero il mondo?
Dibattito sui problemi dell’epoca corrente – si invitano i partecipanti ad esprimere la propria opinione!







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7. Presentazione di IKEL e la rivista “Etnismo”

(Xabier Rico Iturriotz)

Xabier Rico Iturriotz (Gasteiz – Paesi Baschi, 1953) sin dalla laurea insegnante di storia e geografia in lingua basca. Membro del consiglio direttivo e tesoriere del Comitato Internazionale per le Libertà Etniche (IKEL). Si occupa inoltre della rivista della IKEL: Etnismo.

Il Comitato Internazionale per la Libertà Etnica (IKEL) è un’organizzazione esperantista fondata nel 1978 che si occupa per i diritti delle minoranze etniche, mettendo tutti i popoli sullo stello livello di uguaglianza, senza privilegi nè distinzioni razziali. IKEL pubblica la sua rivista Etnismo due/tre volte all’anno: