Gli organizzatori, volendo che gli ospiti ammirino la regione che ospita l’IJF, organizzano durante la settimana due visite guidate (una di mezza giornata e una che dura una giornata intera) in luoghi particolarmente emblematici, come parte del programma giornaliero non tematico.

Avrete la possibilità di esplorare assieme a noi tanti luoghi speciali, caratteristici e imperdibili che da soli difficilmente riuscireste a vedere; provare per credere!

Ecco qui descritte le mete che saranno esplorate quest’anno:

Una giornata a Capo Palinuro (31 marzo)

Capo Palinuro

Capo Palinuro è un promontorio roccioso della costa campana, sito tra il golfo di Velia e quello di Policastro, nel Cilento.

Durante l’epoca greca il promontorio era già conosciuto dai naviganti per la pericolosità delle sue insidiose correnti. Il fiume che scorre alle pendici del capo Palinuro porta il nome di una sirena, simbolo di acque infide, Molpè ossia la leggiadra.

Nel 540 a.C. colonizzatori ionici provenienti da Focea eressero su capo Palinuro un villaggio con annessa necropoli.

Oggi Capo Palinuro è un’importante località turistica, celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome, cantate anche nell’Eneide di Virgilio.

Con il suo mare cristallino e le sue spiagge di fine sabbia bianca o a scogliera, Capo Palinuro è una meta imperdibile per tutti i partecipanti dello IJF 2018.

Mezza giornata a Paestum (1 aprile)

Paestum

Situata a sud-est del Golfo di Salerno, nella parte meridionale della Piana del Sele, Paestum, è un’antica città della Magna Grecia con più di 2500 anni di storia.

Fondata dai Greci intorno al VII sec. a.C. con il nome di Poseidonia, Paestum fu successivamente occupata dai Lucani finché, nel 273 a.C., Roma ne fece una florida colonia, dandole il nome attuale.

Oltre al valore culturale, l’importanza di Paestum è legata all’ottimo stato di conservazione dei beni, a cominciare dalle mura di cinta, costruite dai Greci e poi rafforzate dai Lucani e dai Romani.
Ciò che colpisce di più è la visione di tre maestosi templi inseriti in una verde pianura, che riflettono una luce diversa a seconda delle ore e delle stagioni. Essi sono Il Tempio di Hera, (VI sec. a.C.), Il Tempio di Nettuno (V sec. a.C), Il Tempio di Cerere (VI sec. a.C.) i quali costituiscono tre straordinari esempio di stile dorico.

Tanti scrittori, poeti e artisti come Goethe, Shelley, Canova e Piranesi sono rimasti affascinati da questo spettacolo che si è rivelato per loro fonte di ispirazione.

Il Parco Archeologico di Paestum, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, dal 2014 è un complesso museale autonomo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Nel 2016 ha fatto registrare più di 380.000 visitatori.