Brusson

Brusson foto

Veduta di Brusson dalle colline

Brusson (Breutson in dialetto patois valdostano, Britse oppure Brützu in lingua walser) è un comune italiano sito in Valle d’Aosta, precisamente nella vallata detta Val d’Ayas, ai piedi del Monte Rosa. Il comune è formato dal capoluogo denominato “Trois Villages”, un agglomerato di 3 villaggi originari (Fontaine, Pilaz e Pasquier), da cui deriva anche il nome della strada regionale che lo attraversa (rue Trois Villages). Rinomata località turistica posta a 1338 metri ma caratterizzata da un clima secco e dolce tutto l’anno, dovuto ad un’esposizione soleggiata, è particolarmente apprezzata sia dagli amanti del turismo paesaggistico e storico (in particolare gli appassionati di storia medievale) e da coloro che praticano sport invernali, in particolare lo sci nordico che impera tra gli sportivi di questa zona. Si pensa che il nome del comune derivi dal latino Bruxeum, “miniera d’oro”, con riferimento alle miniere circostanti i Laghi di Frudiera, sfruttate prima dal popolo dei Salassi e, dopo il loro sterminio, dai Romani. Tra queste miniere la più famosa e storicamente più significativa è la cosiddetta Tchamousira o Ciamusira (dal francese Chamousière, indicante un luogo in cui si trovano i camosci – chamois) che dà il nome alla struttura che ospita l’evento di quest’anno.

Storia

Sovrastata a sud dalla boscosa Testa Comagna, antico punto di segnalazione e vedetta, la zona odierna pare irriconoscibile se confrontata con la sua storia passata anticamente le miniere d’oro attirarono le popolazioni dei Salassi e successivamente dei Romani, come testimoniano alcuni reperti ritrovati nell’anno 1911. Stranamente, le fonti medievali non collegano il nome del paese alla presenza di questo prezioso minerale nella zona.

Il Medio Evo fu senza dubbio il periodo più importante della storia di Brusson.
La Val d’Ayas divenne, nell’Epoca di Mezzo, parte del vasto Mandement de Graines, un territorio che comprendeva i villaggi presso Challand-Saint-Anselme, Brusson, Ayas e buona parte di Gressoney-La-Trinité.
Nel 515 d.C. il re borgognone Sigismondo il Santo ricostruì l’abbazia di San Maurizio d’Agauno nel Vallese, risalente addirittura al 350 e fondata da San Teodoro vescovo: la dotò di terre e beni immobili, tra cui il castello di Graines in Ayas, uno dei più importanti castelli della Val d’Aosta.

Il castello è collocato sulla sommità di una rupe, all'imbocco del Vallone di Freudière, in posizione tale da controllare l'intera Valle d'Ayas e l'accesso all'alta Valle di Gressoney

Il castello è collocato sulla sommità di una rupe, all’imbocco del Vallone di Freudière, in posizione tale da controllare l’intera Valle d’Ayas e l’accesso all’alta Valle di Gressoney

A lungo i monaci amministrarono queste terre: il castello risalente all’XI secolo faceva parte del patrimonio dell’abbazia di Saint-Maurice d’Agaune (il santo Patrono del comune), ma venne “affittato” ai signori di Challant nel XII secolo dopo che i monaci accordarono a questa casata l’investitura della precedente Signoria di Graines.
I signori di Challant amministrarono fedelmente questo feudo, contribuendo saggiamente allo sviluppo delle attività commerciali, fino al 1727, anno in cui Vittorio Amedeo di Savoia lo affidò all’Abbazia e ordinò a Georges François Octave di Challant di riconoscersi feudatario dell’abate, senza però che si verificassero dei cambiamenti notabili dal popolo. Il maniero venne ceduto definitivamente nel 1786, sotto lauto pagamento.

Gli anni successivi videro Brusson svilupparsi in modo non dissimile da altri centri della Valle d’Aosta: verso la fine de XIX secolo arrivarono i primi villeggianti; si visse il dramma della Grande Guerra (in cui alcune famiglie contavano la maggioranza dei loro figli tra i soldati) e dell’influenza spagnola.

Con l’arrivo del fascismo, il nome del comune fu italianizzato e divenne Brussone; la seconda guerra mondiale vide nuovamente numerosi figli del paese partire con l’esercito. Infine, nel 1945, finirono gli anni della miseria più dura e iniziarono quelli della prosperità: il paese divenne la rinomata località turistica che è adesso.

Brusson,_AO,_Italy

Territorio

Brusson fa parte del territorio dellaVal d’Ayas nella provincia di Aosta, in posizione confinante a nord con il Vallese (Svizzera), ad est con la valle del Lys, a sud con la valle della Dora Baltea e ad ovest con la Valtournenche.
Vette alte più di 4000 metri, appartenenti al gruppo montuoso del Monte Rosa circondano la valle; da alcune di esse scendono ghiacciai e fiumi.

Da notare è la cultura Walser, o Vallese, che influenza la zona: questa popolazione, simile a quella germanica nei costumi ma separata da essa da barriere naturali di difficile valico, diede inizio ad una grande migrazione verso sud nel V secolo D.C. e la terminò nell’anno 1000. Comprese l’intero territorio dell’odierna Confederazione Elvetica, nota come Wallis o Vallese; da qui, in tempi successivi alla loro seconda migrazione, derivò il nome di Walliser per questi popoli, poi abbreviato in Walser.

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Regione autonoma della Val d’Aosta

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La Valle d’Aosta (Vallée d’Aoste in francese, Val d’Osta in piemontese) è la regione più piccola d’Italia con 3.263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 128.021 abitanti, con un territorio quasi completamente montano. È una regione italiana a statuto speciale la cui denominazione ufficiale ha due nomi: Regione Autonoma Valle d’Aosta (in italiano) e Région Autonome Vallée d’Aoste (in francese).
Lo Statuto Speciale, sancito nella Costituzione del 1948, permette ai suoi organi amministrativi di godere di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all’economia di questa regione montana.

La Valle d’Aosta presenta anche una particolarissima identità linguistica che la contraddistingue dalla maggior parte delle altre regioni italiane: in essa infatti convivono armoniosamente ben quattro lingue. L’italiano ed il francese in particolare sono riconosciute come la lingua rispettivamente ufficiale e co-ufficiale, invece il francoprovenzale ed il walser sono riconosciute e protette come lingue minoritarie dallo stato italiano secondo la legge 482 del 1999. Questa armonia linguistica è facilmente riconoscibile ad esempio nei nomi dei luoghi e nella segnaletica stradale.