"Nova Sento in Rete" n. 128 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 128     2000-03-23
> Lettere di pressione ai giornali
> Pri manifesto 2000 de UNESCO
> Per diventare Cyber-Attivisti di Greenpeace
> Nova dissendolisto pri la Euxropa Agado de E-organizoj
> AERO en la koro de la Granda Silka Vojo


  Contenuto
LETTERE DI PRESSIONE AI GIORNALI

Cari amici,

come certamente sapete, la FEI ha istituito, alcuni mesi fa, diverse commissioni per condurre e coordinare meglio le attività nei suoi vari campi, come l'informazione, la scuola, la politica, gli incontri esperantisti, ecc. Io coordino la Commissione Informazione. Essa si occupa di tutto ciò che serve a far conoscere l'Esperanto al mondo esterno. Ovviamente i modi e i mezzi possono essere diversissimi: da quelli più ambiziosi e costosi a quelli più semplici e alla portata di tutti. Io sono solo il coordinatore, e altre persone fanno parte della commissione, ma ovviamente tutti possono e devono dare il loro contributo in questo campo.

Qui vorrei però stimolarvi in particolare a un'azione molto importante che purtroppo ultimamente è stata un po' trascurata: si tratta delle lettere di pressione ("premleteroj") ai giornali. In questo settore già da tempo l'azione (PremLeterListo: PLL o "gazetara agado") è coordinata da Dante Chierico, di Schio (indirizzo-e: dachieri@theoffice.net ).

Dante è stato instancabile nello scrivere lettere ai giornali e ha dato il resoconto della sua "gazetara agado" per il 1999 nel numero 1 (gennaio 2000) de "l'esperanto".

Ma, come potete immaginare, per avere qualche influenza con le lettere ai giornali, è necessario che siano molte persone a scrivere. Non è necessario scrivere lunghe lettere, si possono anche inviare opinioni e commenti brevi e incisivi, che molto spesso è possibile collegare a fatti di attualità (i temi legati alla mondializzazione o all'Unione Europea sono un campo privilegiato) trattati negli stessi giornali.

Impegnarsi un po' nel campo della "gazetara agado" richiede pochissimo tempo e ben poco sforzo: basta scrivere a Dante Chierico comunicandogli il proprio indirizzo elettronico. Dante stesso vi manderà, ogni tanto, spunti e suggerimenti per replicare ai giornali, e anche gli indirizzi elettronici o postali degli stessi.

Sarebbe davvero auspicabile che almeno una trentina di esperantisti si impegnassero con costanza in questo campo. L'impegno è minimo e anche se la nostra lettera non viene pubblicata, essa, unita ad altre, può comunque contribuire a far sentire un po' la nostra voce. Ricordate lo scalpore suscitato tra gli esperantisti italiani, alcuni mesi fa, dalla pubblicità ministeriale col pastore che vendeva il suo formaggio grazie a "computer e inglese"? Un sacco di gente tra noi si mostrò scandalizzata, ma dubito che un numero significativo di persone abbia poi scritto realmente a giornali e ad altri enti per far conoscere il loro punto di vista.

Noi esperantisti dovremmo renderci conto che, oltre che esperantisti, siamo anche comuni cittadini e lettori di giornali. Come gli altri lettori, abbiamo il diritto-dovere di far sentire la nostra opinione.

Perché esitiamo a farlo? Certo non ha senso fare tante chiacchiere velleitarie nei nostri congressi, se poi non siamo in grado di impegnarci un po', di persona, per l'idea che diciamo si sostenere.

Dobbiamo smetterla di pensare che a reagire debbano essere sempre gli altri, magari il Presidente della FEI o qualcuno più bravo di noi.

Quando discutiamo tra di noi, ognuno è in grado di dire la sua opinione sul problema della comunicazione internazionale: facciamola conoscere anche al mondo esterno!

Invito tutti quelli che sono disposti a impegnarsi un pochino nella "gazetara agado" a contattare Dante Chierico, < dachieri@theoffice.net >.Tutti quelli che scrivono (anche saltuariamente) ai giornali, per posta elettronica o ordinaria, sono pregati di inviare poi copia della loro lettera anche a Dante Chierico.

Vi ricordo che finora sono state mandate lettere ai seguenti giornali:

panorama@mondadori.it

lettere@lastampa.it

larepubblica@repubblica.it

lettori@ilgiornale.it

cultura.spett@ilgiornale.it (per cultura)

famigliacristiana@stpauls.it

mabroggi@stpauls.it

lettori@sole24ore.it

lettere.al.direttore@gazzettino.it

messven@messaggeroveneto.it

specchio@lastampa.it

umberto.cecchi@lanazione.it

lettere@unita.it

posta@specchio.com

redazione@ilmattino-online.com di Bolzano

segreteria.redazione@ilgiorno.it

Poiché nessuno è in grado di leggere ogni giorno tutti questi giornali, sarebbe bello se ognuno di noi potesse dare un'occhiata ai giornali che gli capitano sottomano e inviare a Dante copia cartacea o elettronica di ciò che ritiene interessante.

Cordiali saluti e grazie del vostro impegno!

Fabrizio Pagliaroli

(Commissione informazione della FEI)

f.pagliaroli@speednet.it



Pri manifesto 2000 de UNESCO:

En la pasinta numero de N.S. vi povis legi alvokon al kolekto de subskriboj por MANIFESTO 2000: bonege! Mi esperas ke vi cxiuj jam estas laborantaj por tio. Sed bonvolu ne mem traduki itallingve la tekston: gxi jam ekzistas en la pagxo de UNESCO ITALIA, kaj por via komforto jen gxi :

MANIFESTO 2000 PER UNA CULTURA DI PACE E DELLA NON-VIOLENZA

Cosciente della mia parte di responsabilità di fronte al futuro dell'umanità , e in particolare dei bambini di oggi e di domani, mi assumo l'impegno nella mia vita quotidiana, nella mia famiglia, nel mio lavoro, nella mia comunità e nella mia città , nella mia regione e nel mio paese, di:

1. "Rispettare tutte le vite".

Rispettare la vita e la dignità di ogni essere umano senza discriminazione e pregiudizio;

2. "Rifiutare la violenza".

Praticare l'attiva non-violenza, respingendo la violenza sotto qualsiasi forma: fisica, sessuale, psicologica, economica e sociale, in particolare verso i pi indifesi e i pi vulnerabili come i bambini e gli adolescenti;

3. "Dare spazio alla generosità ".

Dividere il mio tempo e le mie risorse materiali coltivando la generosità per porre fine all'emarginazione all'ingiustizia e all'oppressione politica ed economica;

4. "Ascoltare per comprendersi".

Difendere la libertà d'espressione e la diversità culturale privilegiando sempre l'ascolto e il dialogo senza cedere al fanatismo, alla maldicenza e al rifiuto degli altri;

5. "Preservare il pianeta".

Promuovere un consumo responsabile e un modo di sviluppo che tengano conto dell'importanza di ogni forma di vita e preservino l'equilibrio delle risorse materiali del pianeta;

6. "Reinventare la solidarietà ".

Contribuire allo sviluppo della mia comunità con la piena partecipazione anche delle donne e nel rispetto dei principi democratici, al fine di creare, insieme, nuove forme di solidarietà .

Se vi permesas, jen ekzemplon pri utiligo de tiu cxi okazo:

- preparu subskrib-folion kun teksto en Esperanto kaj en la itala (vidu cxe la pagxo de UEA kio estas bezonata);

- preparu grandan folion kun alvoko al subskribado, bela, lauxeble kolora kaj kapabla altiri intereson de la publiko;

- en centra strato, placo, angulo, k.s. , de via urbo, lokigu tablon (petu cxe la Komunuma Administrejo la permeson), la grandan folion, materialon pri Unesco, pri Esperanto kaj eblecoj gxin lerni kaj eluzi), kaj kune al du-tri aliaj (lauxeble belaj, cxarmaj, entreprenemaj frauxlinoj) haltu la preterpasantojn kaj petu subskribon por la iniciato de UNESCO. Malmultvorte:

Kopiu la sistemon de Radikala Partio, tutsimple!;

- se en via urbo trovigxas Unesco-Klubo, kontaktu gxin por la oportuna materialo kaj eventuale por komuna agado.

Bonan laboron!!!!

Edvige nored@tiscalinet.it



PER DIVENTARE CYBER-ATTIVISTI DI GREEPEACE

Ciao ragazzi,

sapevate che è possibile diventare cyberattivisti di Greenpeace? Se vi iscrivete, loro vi mandano direttamente un messaggio di posta elettronica ogni volta che c'è bisogno di mandare messaggi a qualche puzzone inquinatore, e voi visitando il loro sito potete dare un contributo. Vi propongo di cominciare andando a vedere il sito indicato in questo messaggio che mi è arrivato stamattina. Io l'ho già fatto. Potreste anche diffondere questo messaggio?

Grazie e ciao,

Daniele

Daniele.VITALI@cec.eu.int

_____________________

PLEASE DISTRIBUTE THIS ACTION ALERT AS WIDELY AS POSSIBLE.

On February 27, eight Greenpeace activists established a camp on the frozen Arctic Ocean to monitor the construction of BP Amocòs controversial Northstar project, the first offshore oil project in the Arctic Ocean. On March 10, three of these activists were arbitrarily arrested, while holding a banner reading "Global Warming Starts Here", and one day after establishing a wind powered observation post to document the trucking of thousands of tonnes of gravel across ice roads to BP Amocòs proposed offshore oil drilling site.

Please send the letter below to BP Amoco CEO Sir John Browne.

You can send this letter directly by emailing Mr. Browne at HomeBP@bp.com and faxing him at: + 44 171 496 4483.

Or you can use a convenient web form that will automatically fax and email Mr. Browne by going to http://greenpeace.org/arctic/html/content/browne2frame.html

For more information, visit the Arctic Action site at: http://greenpeace.org/arctic .

You can also visit SANE BP (BP Shareholders Against New Oil Exploration) at http://www.sanebp.com .

Thanks for your support.



Nova dissendolisto pri la Euxropa Agado de E-organizoj

Mi starigis liston pri la agado de Esperantaj organizoj cxe Euxropaj instancoj. Gxi intencas funkcii ankaux kiel ligilo inter esperantistoj en Bruselo. Nomo de la listo: Euxropo.

Por aligxu necesas aux:

1) iri al http://www.egroups.com/group/europo/fullinfo.html

2) sendi mesagxon "subscribe" al europo-subscribe@eGroups.com

David Ferguson

La provizora priskribo de la listo estas la jeno:

EUxROPA AGADO

1) Dissendolisto pri la Euxropa Agado de Esperantaj organizoj celas diskuti kaj analizi la esperantistan (ne)politikon cxe Euxropaj instancoj.

2) Euxropa Agado celas klarigi la kauxzojn de la neefikecon de la gisnuna politiko kaj ekzameni aliajn alirojn al Euxropa agado cxe politikuloj kaj jxurnalistoj.

3) Konsiderante la neefikecon de Esperantista agado ankaux kiel sekvon de la malprezenco de Esperantaj organizoj en la Euxropa cxefurbo, Bruselo, Euxropa Agado celas informi Esperantistojn pri la graveco de Brusela oficejo kaj de vigla Esperanta vivo en Bruselo.

4) Esperanta Agado celas ligi homojn kiuj laboras en Bruselo, kiuj profesie rilatas kun EU-instancoj, aux kiuj simple vivas en Bruselo. Gxi ankaux celas atingi homojn aliloke, kiuj simple sin interesas por efika Esperanta agado cxe Euxropaj instancoj.

5) Euxropa Agado celas ekzameni la bildon de Esperanto en Bruselo kaj en amaskomunikiloj. Gxi celas analizi la fortan prezencon de internaciaj amaskomunikiloj en Bruselo kaj gxia potenco por Esperanta agado.

David Ferguson

< dafyddapfergus@yahoo.com >

(el Esperanto-novajxservo RET-INFO)



AERO en la koro de la Granda Silka Vojo

Ankaux VIN atendas la Azia Esperanto - Renkontigxo "AERO - 2000" okazonta subauxspicie de Universala Esperanto-Asocio en 2750-jara Samarkando, dum 15-20 auxgusto 2000.

Sojle de la nova miljaro AERO celas doni fresxan inspirigan aeron al la azia esperantistaro kaj akceli E-movadon en la regiono. Fakte ni gxojus bonvenigi gastojn el CXIUJ kontinentoj.

En la programo: seminario pri E-movado en Centra Azio, sinprezento de aziaj E-kluboj, instruista seminario, intensaj E - kursoj por komencantoj kaj progresantoj, internacia arta vespero, 2-hora ekspresa kurso de la uzbeka lingvo, E-loterio, gustumado de famaj uzbekaj vinoj, pikniko en la montaro, vizitado (kun E-cxicxerono!) de mondfamaj vidindajxoj de antikva Samarkando ktp. Lauxdezire arangxeblos ankaux postaj ekskursoj al Buhxara, Tasxkento, Shahrisabz, Penghikent (Tagxikistano) ktp.

Cxefa organizanto: Internacia Muzeo de Paco kaj Solidaro, Samarkando

Partoprenkotizo: 195 USD inkluzivas logxadon en 2-litaj hotelcxambroj (kun necesejo, dusxo kaj lavejo en cxiu cambro), trifojan mangxadon tage, surlokan transportadon, ekskursojn, vizan subtenon kaj la tutan programon.

ALIGXILO "AERO - 2000" (bv plenigi preslitere)

Persona nomo ...

Familia nomo ...

Naskigxdato (tago/monato/jaro) ...

Sekso ...

Numero de pasporto ...

Laborposteno / Profesio ...

Plena adreso, telefono, fakso ...

Reta adreso ...

Bv indiki la deziratajn datojn de alveno kaj forveturo (lauxdezire eblas veni pli frue kaj foiri pli malfrue) ...

Mia eventuala kontribuo al la programo ...

Mi volas partopreni la postajn ekskursojn al ...

Specialaj petoj, deziroj, proponoj ...

Mi pagos la partoprenkotizon surloke.

Dato ... Subskribo...

La plenigitajn aligxilojn bonvolu ekspedi JAM NUN al:

Internacia Muzeo de Paco kaj Solidaro

P.O. Box 76, UZ - 703000 Samarkando

Respubliko Uzbekistano

Telefono: +998 (662) 33 17 53.

Kontakta fakso: +998 (662) 31 07 77 (por S-ro Ilhom SADULLAEV).

Reto: peacetur@samuni.silk.org (bv NE sendi LONGAJN retmesagxojn!)



INCHIESTA SU RIVISTA TEDESCA

Poiché lo ritengo un argomento per noi fondamentale, ho deciso di rispondere alle domande poste dall'articolo citato nel numero 127 di Nova Sento; quello che segue è il testo della mia risposta, seguito dalla traduzione in italiano. Rifacendomi a quanto ho scritto nella conclusione delle risposte stesse, probabilmente la traduzione sarà meglio dell'originale; ma è proprio per questo che sosteniamo l'Esperanto come lingua comune!

Mi associo nell'invitare tutti a rispondere, qualsiasi sia la vostra padronanza dell'inglese (neanche il mio è gran che!).

Korajn salutojn.

>Do you believe it is important to preserve lots of different languages?

>Should the world instead move towards a common language?

>If so, should that language be English, or should it be a neutral language such as Esperanto?

Now, this is a really big question!

I think it to be certainly vital to preserve as many living languages as possible; the substratum of every tongue is nothing else than the product of the mental attitudes and habits of the people who speaks it; in a nutshell, theirs culture and psicology. In it we can find the result of their history as a social group, and via it we can try to understand their art, literature and, why not, science evolution. Each language which is lost brings with it something that cannot be substituded for, leaving an emptyness which can be filled, but not replenished by a new language. This is why, in my views, we don't really understand ancient poetry (like latin Catullo, or Marziale, just to put a couple of names) without reading it in the original; and even so, we try to grasp the real significance, but loose the freshness of the day-to-day language, and no translation can give us that in the correct environment. On the other side of the same coin, in a world which is going into globalization in a run growing ever faster, we can't go and pretend that we can do without a common language; the Internet shows, day after day, more and more, that human exchange *needs* a common basis for understanding. Can it be English, or, for that, any other national language? Ìm Italian, Ìve been studying English for years, I use it almost daily; but I will always be no match in debate versus a native speaker, no matter how much her/his education level may be poor! I will never be on a level with a mother-tongue writer, so I could never feel his peer.

In fact, English is a difficult tongue, with subtle and highly irregular grammar and morphology, and a huge (and sometimes redundant) dictionary; really game for a foreigner! And the same can be said about most national languages, in which history distilled habits, peculiarities, archaism.

So, once again the answer is yes!, we should look at a neutral language as necessary tool for common understanding. However, I think that no common language should be tought as a substitute for any national language; this would just resend us to the first question. As for which should the common language be, I think that there are some requirements any electable tongue *must* meet: it has to be easy to learn; it should be sintactically and lexically rich, so enabling the speaker to render every subtleness in reasoning and feeling; it should be a reality before it can be used, and not only a table game for intellectuals.

Esperanto offers this all, at a very low price (no, I don't sell used cars!):

anybody can learn it in a few months, and become fluent in a year, proficient in two; as a bonus, it offers a ready-made literary corpus which souldn't be overlooked. Every other 'international languagè which has been proposed during the last centuries proved difficult (e.g. Volapuk), or so limited to bar literature, poetry, philosophy (e.g. Basic English, Latino Sine Flexione, and so on) and so died.

There is very much left to be said about all these questions, but I think Ìve bored you long enough.

Best regards.

P.S.: I hope you will pardon my poor English; it's just my best evidence about my answers! Anyway, please feel free to correct any error or mistake I may have done.

TRADUZIONE

Beh, questo è un grosso problema!

Penso che sia certamente vitale conservare quante più lingue vive sia possibile; il substrato di ogni lingua non è altro che il prodotto delle attitudini mentali ed abitudini della gente che la parla; in due parole, la loro cultura e psicologia. In essa possiamo ritrovare i risultati della loro storia come gruppo sociale, e per suo tramite possiamo cercare di capire la sua arte, letteratura e, perché no, evoluzione scientifica. Ogni linguaggio perduto porta con sè qualcosa che non può essere sostituito, lasciando un vuoto che può essere riempito, ma non colmato da una nuova lingua. Questo è il motivo per cui, dal mio punto di vista, non capiamo veramente la poesia antica (come i latini Catullo, o Marziale, giusto per citare un paio di nomi) senza leggerli in originale; ed anche così', cerchiamo di afferrare il vero significato, ma perdiamo la freschezza del linguaggio quotidiano, e nessuna traduzione ce lo potrà rendere nel giusto contesto. All'altra faccia della stessa medaglia, in un mondo che va verso la globalizzazione in una corsa in continua accelerazione, non possiamo far finta di poter rinunciare ad una lingua comune; Internet mostra, giorno dopo giorno, sempre di più, che l'interscambio umano *necessita* di una base comune per la comprensione. Può essere l'inglese, o, quanto a questo, una qualsiasi altra lingua nazionale? Io sono italiano, ho studiato l'inglese per anni, lo uso quasi quotidianamente; ma non sarò mai un degno avversario in una discussione con un madrelingua, non importa quanto basso possa essere il suo livello di scolarità!

Non sarò mai al pari con uno scrittore madrelingua, quindi non potrò mai sentirmi suo pari.

In effetti, l'inglese è una lingua difficile, con una grammatica ed una morfologia sottili e altamente irregolari, ed un dizionario enorme (e spesso ridondante); una vera sfida per uno straniero! E lo stesso può dirsi per la maggior parte delle lingue nazionali, nelle quali la storia ha distillato abitudini, stranezze, arcaismi.

Perciò, ancora una volta, la risposta è sì!, dobbiamo rivolgerci ad un linguaggio neutrale come ad uno strumento necessario per l'intercomprensione. Comunque, penso che nessuna lingua comune dovrebbe essere concepita come un sostituto di alcuna lingua nazionale; questo ci riporterebbe alla prima questione. Per quanto riguarda quale dovrebbe essere il linguaggio comune, penso ci siano alcuni requisiti che qualsiasi lingua eleggibile *debba* soddisfare: deve essere facile da imparare; deve essere sintatticamente e lessicalmente ricca, così da consentire al parlatore di rendere ogni sottigliezza nel ragionamento e nel sentire; deve essere una realtà prima di poter essere usata, e non solo un gioco da tavolino per intellettuali. L'Esperanto offre tutto questo, ad un prezzo molto basso (no, non vendo auto usate!): chiunque può impararlo in alcuni mesi, parlarlo correntemente in un anno ed esserne esperto in due; per sovrappiù, offre già pronto un corpo letterario che non dovrebbe essere trascurato. Ogni altra 'lingua internazionalè che sia stata proposta nel corso degli ultimi secoli si è dimostrata difficile (ad es. il Volapuk) o così limitata da sbarrarne l'uso in letteratura, poesia, filosofia (ad es. il Basic English, il Latino Sine Flexione, e così via) ed è quindi morta.

Molto resta da dire su tutti questi problemi, ma penso di avervi annoiato abbastanza.

Cordiali saluti.

P.S.: Spero perdonerete il mio scarso inglese; è proprio la miglior prova a sostegno delle mie risposte! Comunque, correggete pure qualsiasi errore io possa aver fatto.

Mario Held

via Milano 25F

I-30172 Venezia Mestre Italy

E-mail: marioheld@libero.it
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