"Nova Sento in Rete" n. 23 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 23     1998-11-15
EDIZIONE SPECIALE:
ALLUVIONE IN CENTRO-AMERICA


  Contenuto
Cari lettori,

immagino che alcuni di voi abbiano saputo che quest'estate mia moglie ed io abbiamo visitato Guatemala, Belize e Messico, rimanendo a lungo in Chiapas.

È evidente che le notizie che arrivano da quelle regioni ci toccano in modo particolare: dopo aver goduto dell'ospitalità delle loro genti e della loro bellezza, ci sentiamo in qualche modo in debito.

D'altro canto è chiaro che il nostro coinvolgimento, in quanto occidentali, va ben oltre: le responsabilità di tutto l'occidente in quanto sta avvenendo sono palesi

-> lo sfruttamento di secoli che ha impoverito quelle regioni e che continua imponendo produzioni, ad esempio agricole, inutili per la sussistenza locale ma estremamente convenienti per le multinazionali occidentali.

-> l'effetto serra che, se fosse confermato il suo ruolo nell'accentuazione di questi fenomeni meteorologici, ci renderebbe direttamente responsabili della morte di trentamila persone e della disperazione dei superstiti.

Credo dunque giusto proporre al movimento esperantista di attivarsi.

Nel 1994, in occasione dell'alluvione in Piemonte, ci siamo attivati creando un gruppo di intervento.

Nel 1998 non possiamo far altro che collaborare con chi si sta occupando dell'emergenza.

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MINISTERI O ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE ?

Il modo più rapido per inviare il nostro aiuto è quello di chiamare un certo numero verde messo a disposizione dal Ministero per gli Affari Esteri.

In molti sono convinti che non sia il modo più sicuro: i soldi vengono ovviamente inviati ai governi locali che certo non brillano per efficacia ed onestà: vi ricordate di Noriega?

Vi ricordate della guerra civile in Guatemala?

E di quella latente tuttora in corso in Chiapas?

Secondo voi, se arrivano dei soldi al governo messicano, quanti di questi soldi vanno a finire al Chiapas ribelle??

C'è inoltre la questione "corruzione": è vero che anche noi non scherziamo, ma la è peggio!

Se si mandano 100 lire, su queste una dozzina di funzionari rischiano di farci la cresta.

Le Organizzazioni Non Governative sono un altro sistema di far avere aiuti: sono organismi di volontariato che operano con progetti e volontari nelle regioni più povere dei paesi del terzo mondo.

Personalmente ho fatto il servizio civile in una ONG, la LVIA (non opera in centro America ma solo in Africa), e sono certo della affidabilità di queste strutture e a queste mi sono rivolto per inviare il mio contributo.

Ovviamente ognuno è libero di fare come crede e di usare uno o l'altro canale.

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MAIS

Da alcuni giorni a Torino abbiamo contattato la ONG MAIS di Torino, con progetti in Nicaragua ed Honduras. Tale organismo ha sede nel portone di fianco a quello del Centro Esperanto di Torino: la collaborazione è dunque estremamente semplificata.

MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE, ALLE ORE 21, PRESSO IL CENTRO ESPERANTO DI TORINO SI SVOLGERÀ UN INCONTRO PER INVIARE UN PRIMO CONTRIBUTO E PER VERIFICARE LA POSSIBILITÀ DI ALTRE INIZIATIVE.

PARTECIPERANNO I COORDINATORI DI MAIS.

SIETE TUTTI INVITATI!!

Il Centro Esperanto di Torino si fa promotore per la raccolta di eventuali contributi che gli esperantisti italiani vorranno inviare alle popolazioni centro americane tramite MAIS.

Il ccp del Centro Esperanto di Torino è: 13691100

intestato a : Centro Esperanto di Torino,

via Saluzzo 21

10100 TORINO

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ALTRE ONG ITALIANE

Un'altra possibilità è quella di contattare ONG che abbiano sede in città più vicine a voi.

La COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), alla quale fa riferimento anche MAIS, segnala le seguenti ONG impegnate in questi giorni alla raccolta di fondi (oltre alle torinesi):

COSPE di Firenze, tel. 055473556

GVC di Bologna, tel. 051585604

ACRA di Milano, tel. 0227000291

AFRICA 70 di Milano, tel. 023088260

AICOS di Milano, tel. 022841423

CROCEVIA di Roma, tel. 062413976

CRIC di Reggio Calabria, tel. 0965812345

GRT di Milano, tel.0238001906

TERRA NUOVA di Roma, tel. 06485534

L'indirizzo del COCIS è:

vicolo Scavolino 61, 00187 Roma, Tel. 0669924112, Fax 0669924399

e-mail cocis.roma@iol.it

http://www.eurplace.org/orga/cocis

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...E GLI ESPERANTISTI LOCALI?

Sullo Jar-Libro 1998 ho trovato i seguenti dati:

In Honduras non ci sono delegati UEA

In Nicaragua c'è 1 delegato senza telefono, fax e, suppongo, posta elettronica

In Guatemala ci sono 2 delegati senza telefono, fax e, suppongo, posta elettronica

Nel "Adresaro de rete atingeblaj esperantistoj" nessuno da quei paesi risulta avere indirizzi di posta elettronica.

Che fare??

Ovviamente i tempi della posta normale, già terrificanti normalmente, rendono impraticabile ogni tentativo di contattare direttamente gli esperantisti locali.

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RESOCONTO DI UN'ESTATE CENTRO-AMERICANA

IL MESSICO E L'ESPERANTO

Un'estate da leoni passata tra Città del Messico, il Chiapas, il Guatemala e i Caraibi, con una marcia in più. Il Pasporta Servo per trovare un letto ma soprattutto per conoscere davvero la vita di tutti i giorni di un paese.

L'arrivo a Città del Messico in aereo è un'emozione intensa, tanto più se avviene di notte: la città immensa, la più grande, si estende in un oceano di luci senza soluzione di continuità per decine di interminabili minuti di volo. Ma ogni timore per la pessima fama della città è mitigato dalla consapevolezza di essere attesi.

Da mesi progettavamo il viaggio con Ana Luisa, la nostra ospite: via posta elettronica ci spedivamo domande e proposte ogni settimana, approfondivamo i dettagli del nostro soggiorno e ricevevamo consigli su cosa avremmo dovuto assolutamente vedere.

All'aeroporto ci riconosciamo subito: un sorriso amico che ci accoglie dopo un viaggio di 20 ore e ci accompagna a casa, per l'agognato riposo.

A Città del Messico conosciamo anche altri esperantisti, che fanno a gara per ospitarci o accompagnarci in giro: gli stranieri non sono frequentissimi e la nostra presenza è per loro una gran festa. Progettiamo improbabili cene a base di pasta al forno a casa di tizio o pizze a casa di Caio, veniamo invitati in ristoranti tipici o in case private.

La famiglia Najera è composta da 13 fratelli: tutti esperantisti!! L'idea del padre era che per aumentare il numero degli esperantisti il modo migliore era farli. Ora tutti hanno una famiglia propria e continuano la tradizione. La cena a casa loro è come una cena al Festival: decine di persone che crocodilano ma che, all'occasione, rispondono in perfetto esperanto.

Dopo Meksik-urbo visitiamo Oaxaca: qui è il turno di Leandro, un architetto 25-enne che ci porta nei locali per giovani della città e con il quale ci confrontiamo sul ruolo dell'occidente nella vita messicana. E sì, noi europei non possiamo proprio avere la coscienza tranquilla. L'effetto del nostro sfruttamento (e di quello statunitense) è duplice: le coltivazioni e le produzioni non sono scelte in base ai bisogni locali ma in base ai capricci nostri (non si coltivano fagioli o mais, alimenti base, ma prodotti per l'occidente) e, secondo effetto, i prezzi sono imposti da noi.

Morale della favola?? Un campesino lavora come un cane per produrre non cibo per la sua famiglia ma ananas o avocados per Francesco Amerio che, per ringraziarlo, lo paga con un tozzo di pane.

Il nostro viaggio continua. Non sempre utilizziamo il Pasporta Servo, ma anche quando stiamo per i fatti nostri, è bello sapere che, per ogni evenienza, abbiamo dei punti di riferimento.

Al ritorno passiamo ancora da Città del Messico, dove ci viene più volte estorta l'insana promessa di tornare l'anno prossimo. Nel frattempo, nei prossimi mesi, Ana Luisa verrà in Italia e ci piacerebbe ricambiarla: speriamo di poter contare su di voi.

Concludo consigliandovi, se non avete ancora deciso cosa fare nell'estate del 1999, di pensare all'opportunità di visitare il Messico e gli esperantisti locali: farete un regalo a loro e a voi stessi.

Francesco Amerio e Angela Trombetta
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