"Nova Sento in Rete" n. 366 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 366     2004-04-03
> Esperanto - istruzioni per l'uso: la struttura delle parole
> Post-Festivalo de la 13a gxis la 16a de Aprilo!
> Viaggiare con il Pasporta Servo


  Contenuto
Esperanto - istruzioni per l'uso: LA STRUTTURA DELLE PAROLE

GENERALITÀ
La struttura delle parole in Esperanto, pur apparentemente simile a quella delle lingue indoeuropee di tipo "flessivo", in realtà si avvicina, per certi aspetti, a quella delle lingue di tipo "agglutinante".
Si può chiarire questo concetto con un paio di esempi.
Alla parola italiana flessibile corrisponde in Esperanto fleksebla, ma questa parola è formata in realtà da tre elementi:
* fleks- radice del verbo fleks-i = piegare, flettere,
* -ebl- suffisso che indica possibilità passiva;
* -a terminazione degli aggettivi.
Quindi fleks-ebl-a = che può essere piegato flessibile.
Questo suffisso -ebl- può essere applicato a qualsiasi radice con significato di verbo transitivo, quindi: farebla = che può essere fatto, fattibile; videbla = che può essere visto, visibile; trinkebla = che può essere bevuto, potabile; ecc. Inoltre ebl- può essere usato come radice a sè, e avremo: ebla = possibile; ebleco = possibilità; eble = possibilmente, forse; ecc.
Es.: tio ne estas ebla = ciò non è possibile, mentre in italiano non possiamo dire: ciò non è "ibile".
Un altro esempio, in italiano diciamo: saliera, oliera, zuccheriera, zuppiera, per indicare recipienti destinati a contenere una certa cosa indicata dalla radice. In Esperanto diciamo rispettivamente: salujo, oleujo, sukerujo, supujo, dove ujo significa appunto "recipiente"; ma possiamo dire anche granda ujo un grande recipiente, mentre in italiano non possiamo dire una grande iera. Questo perché in italiano il suffisso "iera" può avere vari altri significati, come in: tastiera, parrucchiera, ecc.
Quindi, a differenza dell'italiano e delle altre lingue flessive, i suffissi e in prefissi in Esperanto si possono usare anche come radici a sè, dato che il loro significato è chiaramente definito.
Ogni parola dell'Esperanto può essere scomposta negli elementi che la formano.
Questi elementi si possono distinguere nei seguenti tipi:
- terminazioni grammaticali (si vedano più avanti i paragrafi "SOSTANTIVI, AGGETTIVI, AVVERBI" e "VERBI");
- radici;
- prefissi e suffissi;
- parole autonome.

RADICI
Sono parole che, per essere usate, devono essere completate da una terminazione grammaticale. Esempio:
pan-, dom-, hom-, che con l'aggiunta della terminazione '-ò dei sostantivi, danno pano = pane, domo = casa, homo = essere umano; bel-, bon-, varm- che, con l'aggiunta della terminazione '-à degli aggettivi, danno bela = bello, bona = buono, varma = caldo; parol-, far-, est- che, con l'aggiunta della terminazione '-ì dell'infinito dei verbi, danno paroli = parlare, fari = fare, esti = essere.
Dalle radici si possono derivare molte altre parole, sia variando la terminazione grammaticale, che con l'aggiunta di prefissi e suffissi. Per esempio: da bon-a = buono, abbiamo anche: la bono = il bene, bone = bene (come avverbio),
bonigi = rendere buono, plibonigi = migliorare, boneco = bontà, malbona = cattivo, malbonulo = persona cattiva, malbonigi = guastare, ecc.

PREFISSI E SUFFISSI
Sono particelle che, poste rispettivamente prima o dopo una radice, ne modificano il senso. Qualcuno lo abbiamo già incontrato, un elenco più dettagliato verrà dato più avanti. Possono essere usati anche come parole a sè.
Per es.: il prefisso mal- indica il contrario (bona = buono / malbona = cattivo); la malo significa "il contrario", male = al contrario, contrariamente.

PAROLE AUTONOME
Sono parole che non hanno bisogno di terminazioni grammaticali, come l'articolo 'là, i numerali, i pronomi personali e dimostrativi, gli avverbi non derivati, le preposizioni, le congiunzioni.
Anche da essi si possono però formare derivati.
Es. super è una preposizione che significa 'sopra, al di sopra dì; se ne derivano: supera = superiore; supere = superiormente; superi = superare; essere superiore; la superuloj = i superiori; ecc.


Post-Festivalo de la 13a gxis la 16a de Aprilo!

Se vi partoprenos en IJF cxe Abetone (PT), aux ne, kaptu la okazon viziti la urbon kiu gastigos la Universalan Kongreson dum 2006. La tranoktado estos cxe la gastejo 'Villa Cameratà, strato Righi, 2/4, tel.+39 055-601451, proksima al la stacidomo 'Firenze Campo di Martè aux facile atingebla de la cxefa stacidomo 'Santa Maria Novellà per auxtobuso n-ro 17 (haltejo 'Salviatinò). Unu tranokto kostas 20,00 euxrojn. Por aligxi sendu mesagxon al Nicola Morandi nmorandi@mail.promonet.it . Dum la restado bonvolu ekkontakti la lokajn esperantistojn per telefono:
- Nicola +393477892672
- Massimo 339.2446875
- Sandro 0187-603663 portebla 328-8603842
- Enrico 055-27.06.691 portebla 333-30.64.384
La Organizantoj


Viaggiare con il Pasporta Servo

Daniele Binaghi, esperantista 33enne di Castegnero (VI), sta viaggiando per il mondo utilizzando il Pasporta Servo.
In questo momento si trova in Giappone, nell'isola di Shikoku, e resterà nel paese del Sol Levante fino a metà maggio.
Successive mete saranno l'Indonesia, l'Australia, la Nuova Zelanda ed il SudAmerica.
Potete seguire le sue avventure, e vedere foto del viaggio, nel sito delle pecorElettriche (indirizzo: http://www.3biitalia.com/pecorelettriche , scegliere la pecora arancione).

Daniele Binaghi
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