"Nova Sento in Rete" n. 396 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 396     2004-11-03
> Signori, si cambia!
> Esperanto: istruzioni per l'uso - La Federazione esperantista Italiana
> Modifiche dello Statuto FEI: lettera di Aldo Grassini
> Volantini multilingue dell'UEA disponibili in rete
> Radicali: far imparare una lingua anche agli inglesi
> Esperanto e scout - La via bolognese
> LibroVagabondo a Bologna
> Aktivulo serc'ata - Projekto Esperanto en Aviado
> Insegnanti con diploma di Magistero (III grado) cercansi
> Korespondi deziras: homoj el Tanzanio


  Contenuto
SIGNORI, SI CAMBIA

Questo numero di Nova Sento è il primo di una nuova gestione.

Ormai da anni la spedizione e l'aggiornamento degli indirizzi erano
diventati l'aspetto preponderante del lavoro di redazione, riducendo il=
tempo
necessario per una maggiore attenzione ai contenuti e all'aggiorna-
mento dei medesimi.

A sbloccare la situazione ci ha pensato Andrea Carpani, amico e
(quasi) samideano torinese, che da anni si occupa a livello professionale
di internet ed affini.

Nova Sento transiterà su un suo server, che si occuperà di inoltrarlo.

Il meccanismo è quello delle newsgroup, con l'unica differenza che, se
un lettore provasse a scrivere all'indirizzo della medesima, il messaggio
sarebbe bloccato dal sistema.

Non mutano dunque le modalità per inviare testi e contributi a NSiR:
oppure a

Nella speranza che la nuova gestione incontri il Vostro favore, Vi
auguro buona lettura.

Framerio


Esperanto: istruzioni per l'uso -
La Federazione esperantista Italiana (FEI).

La Federazione Esperantista Italiana (FEI), con la sezione giovanile IEJ,
è l'Ente morale che si occupa di diffondere la lingua pianificata
esperanto in Italia. In particolare lo statuto stabilisce l'estraneità ad=

ogni ideologia politica o fede religiosa. Essa è la Federazione tra i=
gruppi
locali italiani e le "fakaj Asocioj" (associazioni di categoria).

La Federazione Esperantista Italiana (FEI) non ha fini di lucro
ed è finanziata esclusivamente dai propri soci o da enti pubblici
(per specifiche iniziative); essa inoltre non svolge attività d'impresa.=


Tutti i collaboratori sono volontari non pagati.

Le sue attività comprendono:
- l'organizzazione del congresso nazionale;
- l'organizzazione di seminari durante i quali si approfondiscono le
tematiche inerenti il movimento e le sue strategie nelle varie attività;
- il coordinamento delle attività dei gruppi;
- la stampa di materiale informativo.

La Federeazione Esperantista Italiana (FEI) fa parte dell'Associazione
Esperantista Mondiale (UEA) che la coordina a livello mondiale con
le altre associazioni nazionali.

Organo della Federazione Esperantista Italiana (FEI),
è la rivista mensile L'Esperanto.

Le attività vengono coordinate dal Consiglio Nazionale (composto da 21
membri eletti dall'assemblea dei soci) e realizzate dal Comitato Esecutivo.

Framerio


Modifiche dello Statuto FEI: lettera di Aldo Grassini

Cari Amici,

In qualità di presidente della F.E.I. non posso esimermi
dall'intervenire dopo il documento fatto circolare da Ermigi Rodari a
nome del Gruppo Esperantista Milanese sul referendum indetto dal
Consiglio Nazionale per l'approvazione del nuovo Statuto F.E.I.

Fermo restando che in democrazia ciascuno ha il diritto di sostenere
le proprie opinioni, anche se in dissenso, io voglio sottolineare
l'assoluta necessità che gli Associati esprimano il loro voto per
consentire democraticamente alla maggioranza di far valere la propria
posizione e, se possibile, di appoggiare l'approvazione del nuovo
Statuto, visto che quasi tutti ritengono indispensabile rinnovarlo
per non paralizzare il lavoro della Federazione.

L'amico Ermigi Rodari sostiene che nel nuovo Statuto ci sarebbero
molti errori e che ciò sarebbe effetto della fretta. Io rispetto il
suo giudizio che, tuttavia, è soggettivo e comunque non corrisponde
con quello della stragrande maggioranza del Consiglio Nazionale che
ha approvato il testo quasi all'unanimità, con un solo voto
contrario. Parlo del Consiglio Nazionale, non di un qualsiasi gruppo
di esperantisti, ma dell'organismo che è stato democraticamente
eletto dagli Iscritti e rappresenta tutta l'Associazione. Quanto alla
fretta voglio sottolineare che da quasi un anno stiamo trattando
questo problema e mi sembra che sia giusto concludere.

La procedura che abbiamo seguito è, se non erro, la stessa seguita in
tutte le altre occasioni. Non si capisce perch=E9 questa volta non vada
bene. Solo perch=E9 Ermigi non è d'accordo?

Abbiamo chiesto agli Associati di inviare proposte di modifica. Una
commissione le ha vagliate e, infine, il C.N. ha elaborato il testo
definitivo dopo circa sei ore di discussione. Ora tocca agli Iscritti
dire l'ultima parola con un sì o con un no. Ma secondo il nostro
Amico, prima di andare al referendum avremmo dovuto riproporre agli
Associati il testo approvato dal C.N. perch=E9 potessero fare "critiche
od osservazioni". Una procedura davvero inconsueta! E poi? Il C.N.
avrebbe dovuto ridiscutere le nuove proposte ed eventualmente
modificare ancora il testo e, in questo caso, riproporre alla
discussione degli Iscritti le nuove modifiche=85.=85 e così via finchè=
ci
fossero proposte di modifica! No, in democrazia ogni organismo ha il
suo ruolo: nel nostro caso, gli Associati fanno proposte, il C.N. le
discute ed elabora un testo, e di nuovo gli Associati dicono l'ultima
parola con il proprio voto.

Naturalmente, io non voglio ribattere punto su punto le osservazioni
di Ermigi, non voglio insomma riaprire una discussione ormai chiusa.
Eventuali piccoli aggiustamenti potranno in seguito essere introdotti
mediante il Regolamento che il C.N. dovrà elaborare.

E, tuttavia, c'è un punto che qui mi preme ribadire. Il quorum
previsto dall'attuale Statuto (2/3 degli Iscritti) perch=E9 sia valida
la votazione sulle modifiche statutarie, è troppo alto. Nelle nostre
Assemblee partecipano meno del 10% degli Iscritti. Come si può
considerare ragionevole che in un'occasione pur così importante si
mobiliti il 66% del corpo elettorale? Il risultato è che un certo
numero di astensionisti per disinteresse (presenti in tutte le
associazioni) finirebbe con l'essere determinante facendo annullare
il risultato. Suggerire l'astensione per raggiungere questo scopo
non mi sembra francamente un bell'esempio di democrazia!

Scusatemi per questo lungo intervento, ma era proprio necessario far
chiarezza.

Votate e fate votare: ecco il gesto di collaborazione che vi chiedo e
poi vinca la posizione più degna!

Con cordialità

Il Vostro Presidente
Aldo Grassini


Volantini multilingue dell'UEA disponibili in rete

I voliantini Ghisdate pri Esperanto e La Praga Manifesto, prodotti dall'UEA
e tradotti dalle singole associazioni nazionali, sono disponibili in rete.

Ghisdate pri Esperanto: http://www.lingvo.org/xx/3/250
La Praga Manifesto: http://www.lingvo.org/xx/2/3

Renato Corsetti


SCUOLA: RADICALI, 'FAR IMPARARE UNA LINGUA ANCHE A INGLESÌ (ANSA) -
ROMA, 21 OTT - Otto iniziative dei radicali per scuole e
università, in nome di una democrazia linguistica europea, sono
state presentate oggi col titolo 'Far imparare una lingua anche agli
inglesì, durante una conferenza stampa che ha denunciato ''le gravi
discriminazioni che subiscono in Europa i popoli non anglofoni
rispetto agli inglesi e le grandi risorse che dai non anglofoni
vanno ai Paesi di madrelingua inglesè'. I cittadini di madrelingua
inglese, per esempio, hanno un mercato vasto per tutto quello che
nasce in lingua inglese o è relativo a questa lingua, non devono
tradurre i propri messaggi o studiare altre lingue, oltre ad essere
preferiti nelle selezioni di personale ''persino da parte di
organismi europeì', come hanno sottolineato Giorgio Pagano,
segretario dell'associazione radicale 'Esperantò, il linguista
Riccardo Gualdo e il regista Filippo Soldi. La prima delle
iniziative vuol promuovere assemblee studentesche per riflettere
sulla obbligatorietà dell'inglese nelle scuole, precedute dalla
proiezione del corto 'In tram' di Soldi che affronta il tema
dell'imposizione dell'inglese. La seconda vorrebbe far attivare
nelle Università l'insegnamento di Economia Linguistica, per
studiare le gravi conseguenze economiche dovute al dominio
anglofono. La terza vuole far realizzare corsi di Educazione alla
mondialità e alla comunicazione interculturale paritarie, quale
attività di educazione civica alternativa all'insegnamento della
Religione. La quarta intende coordinare scuole italiane e straniere
attraverso il Progetto e-Fundapax 2004 che 'Esperantò sta
realizzando nel quadro dell'iniziativa B@bel dell'Unesco. La quinta
riguarda le ore extracurriculari per esperienze e pratiche
alternative con l'uso dell'esperanto. La sesta e la settima
iniziativa dovrebbero impegnare il Ministero della pubblica
istruzione nella realizzazione di due progetti riguardanti una
sperimentazione europea e la formazione degli insegnanti di
esperanto, per la sua introduzione come seconda lingua straniera.
L'ultima delle iniziative impegnerà ancora il ministero con una
proposta di Protocollo d'intesa per la democrazia linguistica.
(ANSA).21-OTT-04 18:27



Esperanto e scout - La via bolognese

Il Gruppo esperantista Bolognese
sta cercando di avvicinare il mondo scout per riproporre l'Esperanto tra le
loro attività.
Sono graditi contatti, esperienze e suggerimenti.



LibroVagabondo a Bologna

Il Gruppo esperantista Bolognese (gesperbo@iperbole.bologna.it)
ha aderito all'iniziativa LibroVagabondo (www.robdamat.it), che è la
versione bolognese del libro circolante.
Chi passa a trovarci (6 minuti a piedi dalla stazione) può uscire con un
libro fra le mani, che non chiede un posto in casa e può essere prestato a
un amico, tanto indietro non deve tornare.
E porta con se un nome e un messaggio sull'Esperanto.
Come si chiama quel libro? Pietro? No: Libero!


Aktivulo serc'ata - Projekto Esperanto en Aviado

La uzo de la angla en aviado invadas c'iam novajn kampojn. Nun ec'
samlandanoj devas paroli kun samlandanoj en la angla, kaj la kampanjo=
pluiras.

Se vi opinias, ke oni devas fari ion ankaù sur tiu kampo. Se vi konas
Esperanton kaj se vi havas energion por organizi la esperantistojn, kiuj
volas labori en tiu kampo, tio jam sufic'as. Kontaktu min. [Cetere, se vi
estas ambicia, tiu agado portos vin al la prezidanteco de UEA post jardeko].

Se vi povas almenaù pasive kompreni la anglan kaj la francan, tio estos
granda avantag'o.
Se vi laboras en tiu kampo aù en apuda kampo, ekzemple turismo, tio estos=

avantag'a.

Vi ne bezonas aliajn kvalifikojn sed nur la jenajn:

* klaran kaj racian menson
* laboremon
* kelkajn liberajn horojn semajne.

Esperanto ne progresas per si mem, sed nur se ni faros ion por progresigi
g'in.

Kontaktu min:


Insegnanti con diploma di Magistero (III grado) cercansi

In queste settimane ci diamo da fare per portare a conoscenza la realtà
della lingua internazionale Esperanto ad un pubblico più vasto. Il nostro
intento non è soltanto quello d'informare, ma anche d'insegnare la lingua.
E qui iniziano i problemi.

Già diverse volte mi è capitato di parlare ad insegnanti e dirigenti di
Istituti comprensivi statali (che ora comprendono 3 ordini di scuole: la
scuola materna, quella elementare e la media) e ad assessori comunali alla
cultura per proporre la mia collaborazione a programmi di educazione
interculturale. So che questo è un punto fondamentale delle loro attivit=
à e
per questo motivo ho accennato al carattere formativo dello studio
dell\'Esperanto.

La prima reazione con cui di solito devo misurarmi è questa: "Ma lei ha=
il
titolo specifico che l\'autorizza ad insegnare questa lingua?"

Per fortuna ho potuto sempre rispondere di sì e sono stata in grado di
esibire il mio diploma di terzo grado rilasciato dall\'Istituto Italiano di
Esperanto e altri attestati internazionali, fra cui il secondo diploma
internazionale dell\'ILEI/UEA acquisito a Tampere nel 1995 e quello degli
insegnanti del metodo Cseh dell\'Istituto Internazionale di Esperanto (IEI)
il cui esame avevo sostenuto a G=F6teborg nel 2003. Questi documenti mi hann=
o
permesso di far conoscere a tre classi di una scuola elementare del mio
quartiere le meravigliose possibilità della corrispondenza internazionale
fra classi di paesi diversi e hanno rassicurato l\'assessore di turno sulla
validità della nostra richiesta di istituire un corso di "Orientamento
linguistico" nel quadro delle attività dell\'associazione dei genitori =
"Non
solo scuola" di una città vicina.

Se guardiamo alla realtà di tanti corsi di Esperanto che, con grande fatic=
a
e dispendio di energia sono guidati da persone che desiderano insegnare la
lingua nel migliore dei modi, ci rallegriamo sicuramente, ma con un
briciolo di senso critico dobbiamo anche ammettere che sono ancora troppo
pochi gli "instruantoj" che sono anche "instruistoj", cioè=
insegnanti di
Esperanto con tanto di diploma di Magistero. I tempi sono cambiati e noi
dobbiamo renderci conto che ora non è più possibile fare un\'attività=
seria
che abbia anche una qualche ricaduta positiva sull\'ambiente dove si svolge
il corso, senza essere in regola con gli esami.

Permettetemi, nella mia veste di caposezione italiana dell\'ILEI (Lega
Internazionale degli Insegnanti esperantisti), di rivolgere a tutti un
caldo invito a considerare la nostra grande necessità di poter contare su
tanti insegnanti diplomati, in tutte le sedi di corsi di Esperanto. Grazie.

Luigia Oberrauch Madella



Korespondi deziras: homoj el Tanzanio

Cxisomere mi instruis iom da Esperanto al dudekon da getanzanoj.
Ili nun deziras plulerni per la helpo de bonvolaj eksterlandaj
gespersntistoj.

Se vi deziras korespondi kun unu el ili bonvolu vin anonci al:
pinco@kiesperanto.org

La samo eblas por gekomencantoj el Kenjujo.

Korajn dankojn,

Nino Vessella
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