"Nova Sento in Rete" n. 482 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 482     2006-06-16
> Esperanto - istruzioni per l'uso: Che cos'e' l'Esperanto?
> Congresso Universale: L'Esperanto si incontra a Firenze
> Esperanto in biblioteca
> La poesia esperanto in edicola
> Esami di primo grado a Terni


  Contenuto
Esperanto - istruzioni per l'uso: Che cos'è l'Esperanto?

L'Esperanto è una lingua vivente, nata nel 1887 per iniziativa del medico polacco Ludovico Lazzaro Zamenhof, dal quale indirettamente prende il nome (lingvo internacia de Doktoro Esperanto = lingua internazionale del Dottore che spera).

La finalità dell'Esperanto non è quella di sostituire le lingue nazionali (al contrario, gli esperantisti sono tra i più convinti difensori del valore della diversità delle culture, e sostenitori della pari dignità di tutte le lingue); l'Esperanto si propone, invece, di fornire uno strumento agevole e non discriminatorio per la comprensione reciproca a livello internazionale.

Nato da un ideale di pace, collaborazione e intercomprensione tra gli uomini, l'Esperanto si pone al di sopra di ogni differenza etnica, politica, religiosa, e - proprio perché lingua propria di nessuna nazione e insieme accessibile a tutti su una base di uguaglianza - tutela contro il predominio culturale ed economico dei più forti e contro i rischi di una visione monoculturale del mondo.

Antonio de Salvo
Agosto 2005

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Congresso Universale: L'Esperanto si incontra a Firenze

Firenze ­ Proseguono i lavori per l'organizzazione del 91° Congresso Mondiale di Esperanto, che raccoglierà dal 27 luglio al 5 agosto oltre duemila esperantisti provenienti da una sessantina di nazioni di tutto il mondo, e che sta intanto raccogliendo il plauso di personalità della cultura e della politica italiana. "L'ho studiato anch'io, da giovane" ci ha detto Luciano Pavarotti aderendo con entusiasmo al Comitato d'onore. E ha continuato mostrando di ricordarsi ancora molto di questa lingua internazionale, nata nel 1887 dalla fantasia e la costanza di un giovane studioso polacco, Ludovico Lazzaro Zamenhof. Adesso, 120 anni dopo, sono alcuni milioni le persone che in tutto il mondo conoscono e parlano la lingua che Zamenhof progettò.
Al Comitato d'Onore, avevano già aderito, nelle settimane precedenti, il cantante Andrea Bocelli, il Presidente Emerito della Repubblica sen. Francesco Cossiga, il Presidente della Società della Filosofia del Linguaggio Tullio De Mauro, il Rettore dell'Università degli Studi di Firenze Augusto Marinelli, lo scrittore Moni Ovadia, l'Ambasciatore Giulio Prigioni, plenipotenziario d'Italia in Lituania, il presidente dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, che recentemente ha sostenuto l'idea di usare l'esperanto come lingua ufficiale per Internet, e lo scultore Valeriano Trubbiani.
Le iscrizioni al congresso, che avrà per tema "Lingue, culture ed educazione per uno sviluppo sostenibile", sono intanto in rapida crescita e lasciano supporre che quello sull'Arno potrebbe annoverarsi tra i congressi più numerosi degli ultimi anni. Come è emerso anche dall'ultima conferenza generale dell'UNESCO, la diversità culturale rappresenta una ricchezza dell'umanità, è l'humus da cui possono sbocciare nuove idee e nuove soluzioni per i problemi che ci affliggono, e quindi questa diversità va preservata come un mezzo per difendere e esportare la propria lingua e la propria cultura. La lingua internazionale esperanto si pone in questo quadro come la lingua che ha vantaggi tecnici e di ideale: tecnici perché è notevolmente meno costosa di altre da insegnare, e quindi libera risorse che possono essere destinate ad altri apprendimenti; di ideale, perché protegge le varie lingue e le varie culture non avendo un proprio retroterra nazionale, e quindi non tende a limitare il valore delle lingue locali. Non per caso l'oratore che farà il discorso ufficiale di apertura è François Grin, dell'Università di Ginevra, autore di un rapporto al Ministero della Educazione francese in cui mette a nudo i notevolissimi costi della generalizzazione dello studio del solo inglese nella scuola pubblica ed i vantaggi che il sistema Europa avrebbe dall'introduzione dell'esperanto combinato con un multilinguismo effettivo (stime di un risparmio di circa 25 miliardi di Euro).
Parallelamente al congresso, l'Accademia della Crusca e l'Accademia di Esperanto organizzano un convegno scientifico internazionale presso l'Università di Firenze per ricordare l'opera di Bruno Migliorini, che fu grande italianista e presidente della Accademia e contemporaneamente grande studioso di esperanto ed autore di testi letterari e linguistici in esperanto di varia natura, e per fare il punto sugli studi di esperantologia oggi.

Per maggiori info:
www.ukflorenco2006.it aux .

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Esperanto in biblioteca

I libri in esperanto o sull'esperanto oggi in Italia sono ricercabili in cataloghi in Internet.

Il più consistente è quello della Biblioteca di esperanto presso la Biblioteca dell'Università IULM all'indirizzo:
http://131.175.3.95/F/?func=find-b-0&local_base=esperanto.
Ma non si può certo dimenticare il lavoro svolto da Lanfranco Bonora presso la Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna: http://sol.cib.unibo.it:8080/SebinaOpac/Opac
Recentemente anche l'Università di Torino, grazie ad una donazione del prof. Pennacchietti, ha un suo catalogo speciale di esperanto/interlinguistica:
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/BIBLIOTECH/Umanistica/Biblioteca13/Catalogo-d/index.htm

Più in generale i libri posseduti dalle seconde due Biblioteche sono trovabili, con un'unica interrogazione, al Catalogo centrale di SBN, il Servizio Bibliotecario Nazionale, all'indirizzo: http://sbnonline.sbn.it/zgw/homeit.html

Una ricerca più generale, in tutta Italia, di un libro esperantista può essere effettuata all'indirizzo del Metaopac: http://www.aib.it/aib/opac/mai2.htm, che è il Metaopac nazionale, gestito dal Cilea. Il Metaopac null'altro che un sistema di interrogazione simultaneo di molti cataloghi.

Ampliando gli orizzonti si può andare in Germania, dove presso l'Università di Karlsruhe risiede un motore di ricerca vastissimo (vedere per credere) all'indirizzo: http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk.html.
Pensate, per esempio, che un libro può essere cercato contemporaneamente in Austria, presso il Catalogo Trovanto del Museo di Vienna, in Italia, presso il Servizio Bibliotecario nazionale, e negli Stati Uniti alla Biblioteca del Congresso.

Andrea Montagner
io@andreamontagner.it

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La poesia esperanto in edicola

La pregevole e bella rivista mensile "Poesia" della Crocetti Editore ha pubblicato nei numeri di maggio e giugno (quest'ultimo in questi giorni in edicola) un saggio del Prof. Davide Astori, docente di linguistica presso l'Università di Parma, sulla poesia esperanto cogliendo di sorpresa i cultori italiani della lingua, pensata da Zamenhof come internazionale, assuefatti ad esser considerati dalla stampa nazionale al massimo con sufficienza (Severgnini-il più generoso- sul Corsera ha definito l'esperanto un hobby delizioso come la pesca) e provocando certamente non poco stupore in tanti benpensanti disposti a concepire l'esperanto come mezzo per trasmettere informazioni ma non certo sentimenti. Lo stesso Umberto Eco, prima che decidesse di sostenere l'esperanto nella sua famosa opera "Alla ricerca della lingua perfetta" si narra abbia detto in classe che l'esperanto non fosse una vera lingua perché non si poteva fare l'amore in esperanto (nè quindi scrivere poesie evidentemente) e che un'allieva lo avesse contraddetto dicendo "Mi dispiace, professore, ma le assicuro che si può. Io l'ho fatto".

Nelle due parti dell'articolo "La poesia esperantista" l'Astori traccia per sommi capi, ma in modo chiaro ed esauriente, insieme alla produzione poetica in esperanto anche la storia del movimento esperantista, ponendo in risalto e chiarendo i motivi e gli ideali che lo hanno ispirato, ma avvertendo anche che "l'Esperanto è oggi visto più come una lingua di uso pratico, atta a creare convegni che sono occasioni di incontro, di conoscenza di realtà straniere, di contatti personali, e paradossalmente gli Esperantisti mettono in pratica , almeno a grandi linee, quegli ideali di fratellanza, internazionalità, rispetto per le minoranze che sono uno dei cuori della loro prima matrice, senza però rendersi appieno conto dello spirito che li sorregge". Personalmente, senza togliere alcun merito all'autore, non userei tanto il termine esperantista, soprattutto riferito alla poesia, e lascerei da parte le maiuscole. In tempi di tramonto delle ideologie, cause del resto di immani catastrofi si guardano con sospetto ormai tutti gli ismi e gli isti. Eccellente la scelta delle poesie che vanno dagli albori della lingua con le composizioni "epiche" di Zamenhof ai giorni nostri con le delicate liriche della Boulton, poetessa inglese.
La maggior parte delle poesie riportate sono state tradotte per la prima volta in italiano permettendo così la loro conoscenza ad un più vasto pubblico.

L'uscita del saggio dell'Astori rappresenta pertanto un evento culturale del tutto eccezionale da più punti di vista, non ultimo quello di costituire un ottimo testo per gli esami di magistero degli insegnanti di esperanto, e se ne dà merito oltre che all'autore anche alla Crocetti Editore e all'Associazione Culturale Poesia che hanno favorito la pubblicazione.

Giorgio Bronzetti 7/6/06

DISVASTIGO
www.disvastigo.it 296 07/06/06

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ESAMI DI PRIMO GRADO A TERNI

Si è concluso con pieno successo di partecipazione il corso di esperanto promosso dal Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Terni.
Qualche cifra: dei 19 iscritti, provenienti da diversi comuni della provincia, 14 hanno ultimato il corso e 11 si sono presentati agli esami di primo grado. Gli esami si sono svolti sabato 10 giugno a Terni e tutti i candidati hanno superato la prova; per gli altri tre corsisti, che non hanno potuto presentarsi alla sessione di giugno, è prevista nel prossimo autunno una seconda sessione di esami. La commissione esaminatrice era presieduta da Renato Corsetti, affiancato da Pierluigi Cinquantini e da Gabriele Aquilina, che aveva tenuto il corso. I corsisti hanno manifestato l'intenzione di continuare insieme l'attività didattica e di promozione dell'esperanto e già si parla di organizzare in futuro altri corsi di primo e secondo grado.

Gabriele Aquilina
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