"Nova Sento in Rete" n. 493 - Gioventù Esperantista Italiana
Gioventù Esperantista Italiana - Itala Esperantista Junularo
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Archivio di "Nova Sento in Rete"
  Numero 493     2006-09-08
> Esperanto - istruzioni per l'uso: Iscrizioni alla Federazione Esperantista Italiana
> Riprendiamoci la nostra cultura - Intervista a Claude Piron
> Alvoko al la Ago-Tago 2006
> 17 Settembre: Incontro a Reggio Emilia
> 8, 9, 10 settembre - Esperanto al Festivaletteratura a Mantova.
> Congresso SAT (Sennacieca Asocio Tutmonda) - Belgrado
> La frazione per la pace della SAT
> Manifesto-Alvoko por unua granda tutmonda porpaca Satjagraho
> Gerda malaperis laux MP3


  Contenuto
Esperanto - istruzioni per l'uso: Iscrizioni alla Federazione Esperantista Italiana

Sono tuttora aperte le iscrizioni alla Federazione Esperantista Italiana (o alla Gioventù Esperantista Italiana se hai meno di 30 anni) per il 2006.

Vuoi dare il tuo contributo per un mondo migliore, senza alcuna forma di discriminazione linguistica?
Vuoi sostenere le associazioni che si battono da più di 100 anni per i diritti linguistici in tutti i campi?
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Ti puoi iscrivere tramite un gruppo locale (della tua città o regione) o tramite versamento.
I versamenti vanno effettuati alla FEI - Federazione Esperantista Italiana sui conti:
- Banca Intesa BCI Ag.002 S. Gottardo MI; ABI 03069 CAB 09446 N. Conto 36255-62
- Conto corrente postale n.37312204

I conti sono intestati a FEI - Federazione Esperantista Italiana, via Villoresi 38, 20143 Milano

Chi abitasse in una città dove è presente un gruppo esperantista (vedi la sezione apposita presso il sito www.esperanto.it) potrà iscriversi pagando la propria quota direttamente al gruppo medesimo.

Nel rispetto della legge 675/1996 sul trattamento dei dati personali, si assicurano i soci che i loro dati saranno utilizzati esclusivamente dalla segreteria per l'invio di comunicazioni ed informazioni riguardanti l'attività sociale.

Federazione Esperantista Italiana
www.esperanto.it

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Riprendiamoci la nostra cultura
Intervista a Claude Piron, esperto di comunicazione internazionale

I problemi di comunicazione, nonostante questa sia uno dei fenomeni più studiati negli ultimi anni, non smettono di "affliggere" la vita quotidiana di chi, come l'uomo, per vivere ha bisogno di parlare. Proponiamo qui un'intervista a Claude Piron, autore di numerosi saggi di interlinguistica, professore alla Facoltà di Psicologia e di Pedagogia dell'Università di Ginevra, per molti anni traduttore dall'inglese, cinese, spagnolo e russo presso l'OMS e l'ONU, attualmente uno dei maggiori esperti di comunicazione internazionale e collaboratore dell'associazione abruzzese Allarme Lingua.

D. Professor Piron, cosa ne pensa come psicologo dell'attuale ordine linguistico mondiale?

R. Che esso riflette caratteri negativi della società umana, come il suo masochismo, la sua tendenza ad agire in modo non razionale, la forza della sua inerzia ed il rifiuto a porsi di fronte alla realtà.

D. Perché parla di masochismo?

R. La nostra società ha scelto per comunicare una delle lingue meno adatte all'uso internazionale, 1'inglese, lingua ostica agli stessi nativi dei paesi anglosassoni. Una vera scelta non c'è stata a dire il vero perché si sta andando avanti a forza di inerzia. Il 95% dell'umanità accetta con rassegnazione la posizione linguisticamente subalterna al restante 5% costituto dagli anglofoni dalla nascita che trovano normale che tutti gli altri si assumano il compito di faticare per poter rendere possibile la comunicazione. Faticare assistendo al degrado sempre più accentuato della propria lingua.

D. Parla lei che è di lingua francese e non sa che in Italia c'è la legge della privacy, il ministero del welfare e i parlamentari chiamano il momento delle interrogazioni "question time".

R. È veramente umiliante che proprio dalla classe politica venga questa spinta al degrado della lingua. Qui non si tratta poi di richiamarsi ai valori nazionali ma semplicemente al buongusto. Ma ormai regna un po' dovunque l'inerzia e non si fanno sforzi per capire qual è la realtà.

D. Ma la realtà è l'inglese dominante, realtà è ciò che la stampa chiama The great English divide, il divario tra chi lo sa e i nuovi barbaros che si dannano per passare dall'altra parte. In che senso dice che la società non vuole guardare in faccia la realtà ?

R. La gente dice: c'è l'inglese: ci si capisce. Non è vero. Il sistema attuale crea molte vittime. Non c'è nessuna compassione per un lavoratore straniero trattato male dalla polizia, perché non riesce a farsi capire; il capo di una media impresa, che perde un contratto con una ditta straniera, perché la sua conoscenza dell'inglese non è adatta per trattative delicate; un turista con un terribile dolore al ventre, che non sa spiegare i suoi sintomi ecc. La società invece di vedere questi individui come vittime, li vede come colpevoli perché non riescono a farsi capire. Come se fosse così facile per tutti! Ci sono milioni e milioni di giovani di tutto il mondo che per anni sforzano la loro mente faticando per conquistare l'inglese senza riuscirci. Che spreco di energia nervosa e mentale con così pochi risultati! È ancora più assurdo, poiché i fattori che rendono l'inglese così difficile, non hanno nessuna relazione con la necessità di comunicazione, ma sono solo capricci degli antenati degli attuali inglesi. Il presidente della Nissan, Carlo Ghosn, una volta ha detto: "l'inglese è solo uno strumento per computer, un software". Bene! La lingua per molti aspetti è paragonabile ad un programma di computer. Ma quale persona ragionevole, che ha la possibilità di scegliere tra un programma che non ha ancora imparato completamente dopo sette anni, ed un altro programma in cui si sente a suo agio dopo un anno (a parità di ore di studio settimanali) sceglie il primo, se oltretutto la pratica gli insegna che quello imparato più in fretta funziona anche meglio? Questa è la situazione se si confronta l'inglese con l'esperanto. Ecco la irrazionalità della scelta.

D. Non le sembra comunque che la gente sia piuttosto facilona quando parla di lingue?

R. Certo, un'altra cosa che la società si rifiuta di guardare realisticamente è la difficoltà delle lingue. "Impara l'inglese in tre mesi" "Il russo in 90 lezioni" "Il francese senza fatica". Messaggi ingannevoli. In Europa, mediamente, dopo sei anni di studio solo un giovane su cento è capace di usare correttamente la lingua studiata. In Asia la proporzione è 1:1000, ma nessun ministro della pubblica istruzione ha il coraggio di affermare che le nostre lingue sono troppo difficili da imparare completamente nei corsi scolastici.

D. Allora lei è contrario allo studio delle lingue a scuola?

R. Nient'affatto. Sono contro l'illusione che l'inglese risolva il problema della lingua nel mondo e che esso, come mezzo di comunicazione, si possa imparare a scuola. Propongo che si raccomandi ai cittadini di imparare l'esperanto, perché possano relativamente in fretta disporre di un metodo piacevole per comprendersi con i parlanti di altre lingue e che nelle scuole si studino le lingue non come strumenti di comunicazione, ma come arricchimento culturale, come strada per comprendere altri popoli. È assurdo che nel mondo ora il 90% degli studenti delle scuole superiori spenda tante energie per imparare l'inglese ed ignori tutte le altre culture cui si possono accostare attraverso corsi di lingue. E ancora più assurdo perché, dopo questa fatica, la maggioranza non è in condizioni di comunicare realmente e paritariamente su scala mondiale.

D. Se lei ha ragione, perché pochi la pensano come lei?

R. Perché molti fattori emozionali, nella parte inconscia della psiche, confondono il problema e creano timori irrazionali. La lingua è legata nella mente al sentimento di identità. Gli uomini non vedono che con una lingua che non appartiene ad alcun popolo, come l'esperanto, proteggono meglio la propria identità che con una lingua, come l'inglese, che porta con sè, in modo sottile, invisibile, tutto un modo di pensare, di richiami della mente, di miti che non concordano con i modi di pensare tradizionali del continente europeo o asiatico.

D. Secondo lei c'è la possibilità che tale situazione possa cambiare?

R. Forse la situazione dell'Ue allargata ai nuovi membri e quindi con nuove lingue, imporrà un esame approfondito del problema, ma forse mancherà il coraggio di porsi le domande fondamentali. Purtroppo gli uomini sono molto conservatori. Cambiare l'ordine (o meglio il disordine) linguistico attuale richiede un cambiamento del modo di pensare e questo cambiamento è un "atto psicologicamente costoso" come ha detto Janet.

D'accordo per l'esperanto nelle scuole che comunque può essere utile, per il suo valore propedeutico, anche per l'apprendimento di altre lingue, ma nelle istituzioni dell'Ue non si tratta di parlare di amicizia ma di situazioni più complicate, economiche, giuridiche e tecniche. Le obiezioni che si muovono all'esperanto, in quanto lingua pianificata, o per asserita mancanza di cultura, non hanno alcun senso per chi conosce il problema, ma le carenze terminologiche non possono essere un serio impedimento di fronte alla complessità delle materie comunitarie, alla luce della sua conoscenza della comunicazione in organizzazioni internazionali ? Di questo problema di natura pratica nessuno ne parla, limitandosi la maggior parte delle volte ai soliti luoghi comuni. Certo che esiste il problema e non è di poco conto, ma è risolvibile attraverso le tecniche di pianificazione linguistica che vengono adottate anche con lingue nazionali come l'estone e che hanno portato l'ebraico, che aveva solo 5000 parole, ad essere una lingua moderna. Il problema è sensibilizzare l'opinione pubblica, e quindi i politici, ad un maggiore rispetto verso la propria lingua e una maggiore attenzione verso il problema linguistico internazionale, diffondendo il concetto di democrazia linguistica e, soprattutto nel mondo anglosassone, una cultura nuova del capire e farsi capire. Spero vi siano sempre più persone consapevoli dei valori culturali da difendere e reagiscano prima che questi siano compromessi per sempre. Continuare comunque ad alto livello a rifiutare l'esperanto senza neanche aprirne il dossier sembra ormai troppo assurdo per essere accettato.

Giorgio Bronzetti
Coordinatore dell'associazione Allarme Lingua

Abruzzo Oggi 1/9/06 pag. 16

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ALVOKO AL LA AGO-TAGO EN 2006

Karaj esperantistoj,

antaux jam longa tempo oni decidis dedicxi la unuan sabaton de oktobro al la "ago-tago", tio estas al tago de agado por informi pri Esperanto kaj pri la ideoj de la movado por la internacia lingvo.

Cxi-jare tiu unua sabato estas la 7-a de oktobro 2006.

Kiel kutime la estraro de UEA invitas cxiujn partopreni la ago-tagon je la plej alta agad-nivelo ebla laux la lokaj kondicxoj. Kvankam gxenerale vi prezentos Esperanton laux la normalaj ideoj de nia movado, kie necesos apartan temon, tiu povas esti kunligata kun la rezolucio de la lasta Universala Kongreso en Florenco: "Esperanto kiel rimedo por dauxropova pluvivo de cxiuj lingvoj kaj de cxiuj kulturoj".

Fakte ni volas defendi cxiujn lingvojn, la naciajn lingvojn grandajn kaj malgrandajn, la malplimultajn lingvojn, kaj de historie cxeestantaj kaj de enmigrintaj grupoj. Tie kusxas nia malsameco rilate al tiuj, kiuj nur okupigxas pri efikeco en komunikado de la supro al la malsupro (internacie kaj ensocie), kaj kiuj sxovas la pezon de la komprenado kaj la problemojn de lingvo-lernado al la internacie kaj ensocie malplej fortaj hom-grupoj.

Dum la komitataj diskutoj en Florenco estis reprenitaj la konsideroj pri la neceso havi malsamajn ago-tagojn en malsamaj mondo-partoj, cxar oni devas konsideri cxefe la malsamajn momentojn, en kiuj finigxas la ferioj kaj rekomencxigas la labor-jaro. Tio estas nun efektiviginda pro la reala tutmondeco de Esperanto. En cxi tiu transira jaro okazu diskutoj en cxiuj mondopartoj inter esperantistoj pri la plej bona periodo kaj tago en la koncerna mondoparto kaj ankaux okazu apartaj provoj de ago-tago en la elektita periodo. Tiuj kromaj ago-tagoj aldonigxu al la nun anoncata tago.

Cetere en Euxropo mem oportunus ligi la ago-tagon al la dato de la 26-a de septembro, Euxropa Tago de Lingvoj, kiu ne estas malproksima de la unua sabato de oktobro. Ni invitas cxiujn esperantistojn logxantaj en la landoj de la Konsilantaro de Euxropo ligi Esperanton al la jam antauxviditaj lingvaj eventoj, cetere videblaj en http://www.ecml.at/edl/find.asp?s=EV, kaj al kiuj oni povas facile kaj libere aldoni tiujn pri Esperanto.

La devizo de la Euxropa Tago de Lingvoj estas: "Celebri lingvan diversecon, multlingvecon kaj dumvivan lingvolernadon", sed ilia reta pagxaro pri la tago estas nur en du grandaj lingvoj.

Ni akceptas ilian devizon kaj sincere aplauxdas je gxi, sed ni devas komprenigi al ili kaj cxefe al niaj kuncivitanoj, ke lingva diverseco kaj multlingveco povas flori stabile kaj pluekzisti nur se oni permesos al Esperanto sxirmi la ceterajn lingvojn. Esperanto povas fari tion, cxar pro manko de grupo, kiu utiligas gxin por altrudi apartan kulturon kaj en la fino la superregadon de la anoj de tiu kulturo, gxi estas la sola internacia lingvo ne-lingvo-vora.

Renato Corsetti
Prezidanto de Universala Esperanto-Asocio

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17 Settembre: Incontro a Reggio Emilia

Il gruppo LA KVARKATOJ di Reggio Emilia ha organizzato un incontro per domenica 17 settembre p.v. Visiteremo il Museo Cervi di Gattatico, dove viene presentata la situazione sociale nella campagna emiliana durante la prima metà del XX secolo, e il castello del Bianello a Quattro Castella, residenza preferita di Matilde di Canossa. La quota di partecipazione è 43 Euro a testa tutto incluso (pullman, pranzo, ingresso al museo e visita guidata del castello). Le prenotazioni si ricevono fino al 11 settembre ai seguenti telefoni:
0522 960660 dalle 19 alle 21,chiedere di Cosetta;
0522 280737 dalle 12,30 alle 14, risponde Cesira;
oppure inviate un messaggio a coseber@tin.it.

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8, 9, 10 settembre - Esperanto al Festivaletteratura a Mantova

Il Gruppo Esperantista Mantovano il 8, 9, 10 settembre ore 14 30 - 18 nel Chiostro di S. Barnaba, piazza Bazzani a Mantova, presenta alla cittadinanza e agli ospiti la Mostra Nazionale Esperantista e l'attività 2005-2006 del Gruppo.
Ingresso libero. Tutti i soci FEI e simpatizzanti sono invitati.
graziano.ricagno@esperanto.it

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Congresso SAT (Sennacieca Asocio Tutmonda) - Belgrado

Dal 18 al 26 agosto scorso si è svolto a Belgrado il 79° congresso della SAT (Sennacieca Asocio Tutmonda).
La SAT è nata nel 1921 come organizzazione non di propaganda dell'esperanto (por esperanto) ma come organizzazione che usa l'esperanto (per esperanto) per gli scopi di azione propri della classe lavoratrice, rappresentata in tutte le scuole di pensiero ad essa afferenti. L'organizzazione interna è strutturata per frazioni (http://satesperanto.free.fr/), che sono l'espressione di quanto poi tutta l'organizzazione nel suo insieme fa e dice.

Nell'ultima risoluzione, http://www.satesperanto.org/Deklaracio-kaj-Gvidrezolucio-2006.html, la SAT ha proposto di aprire ad amici e simpatizzanti, presentati da un iscritto e per un tempo limitato, la propria lista di discussione, tenuto conto che non si tratta di una lista di una sola nazione e che molti dei partecipanti non scrivono su altre liste di discussione su argomenti politici.

Per maggiori informazioni scrivere a:
c.bourlot@libero.it
io@andreamontagner.it

Andrea Montagner

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La frazione per la pace della SAT

In occasione del 79° Congresso della SAT a Belgrado ha ripreso vita la frazione per la pace.
Per quanto SAT già molto fa per la pace, come dimostra l'ultima risoluzione sul disarmo, http://www.satesperanto.org/Deklaracio-kaj-Gvidrezolucio-2006.html,, presto tradotta in italiano e altre lingue, la frazione per la pace della SAT ha come fine:
- informare sulle azioni di pace in tutte le nazioni dove avvengono, come esempio in Italia agisce la Tavola della Pace, http://www.tavoladellapace.com/, che coordina la famosa Marcia della pace Perugia Assisi;
- organizzare i partecipanti al meglio per la loro partecipazione in esse per rappresentare al meglio l'esperanto lingua della pace;
- riproporre all'UEA (Associazione universale di esperanto) di indire il giorno della pace;
- proporre agli esperantisti di regioni dove esiste la guerra di parlarsi fra di loro per raccontare al mondo una nuova storia di relazioni umane con l'esperanto.

Chiunque fosse interessato scriva a questo indirizzo di posta elettronica:
Andrea Montagner


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Manifesto-Alvoko por unua granda tutmonda porpaca Satjagraho

ni gojas prezenti al vi la tekston de Manifesto-alvoko kiun ni iniciatis por sukcesigi tutmondan mobilizon - porpacan Satjagrahon - kun la celo favori kaj rapide realigi alternativon al la minaco de svebanta terura konflikto, kiu, eksplodante en Mez-oriento, riskas rapide etendigi tutmonden.

En la fruaj 1980aj jaroj, pli ol 120 Nobel-lauxreatoj subskribis alian gravan Manifesto-alvokon al "ciuj viroj kaj hominoj el bona volo, al la potencaj kaj al la humilaj, laux la respektivaj respondecoj, por ke milion-dekoj da agoniantoj pro malsato kaj subevoluo, viktimoj de la politika kaj ekonomia mis-ordo hodiaux internacie reganta, estu redonitaj al la vivo" .

Hodiaux, ni kredas, ke necesas simila forto-streco por stimuli malsaman aliron al Mezoriento kaj por subteni la vivon de la Juro kaj la Rajto je lavivo por ciuj.

Dr-ino Rita Levi Montalcini jam subskribis la alvokon, kaj nin honorigus via enlistigo inter la subtenantoj de la iniciato kaj ni dankemus, se vi povus gin alproprigi kaj cirkuligi inter viaj amikoj kaj kolegoj, krom intelektuloj kaj opini-gvidantoj.

Fidante, ke vi pozitive respondos, ni restas je via plena dispono por plue klarigi la celaron de la Satjagraho kaj de ties tempo-skemo.

Plejsincere,
Marco Pannella, EU-parlamentano
Marco Cappato, EU-parlamentano

Por legi kaj subskribi la alvokon, klaku ci tie www.radicalparty.org

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Gerda malaperis laux MP3

Nun vi povas elsxuti cxiujn vocxlegitajn cxapitrojn de "Gerda malaperis" laux la formato MP3.
La dosieroj konverteblas al KD.

http://rapidshare.de/files/31337144/Gerda_malaperis.zip
(en la suba parto de la pagxo alklaku sur FREE, en la venonta pagxo, iru al la suba parto, atendu la kalkulilon, kopiu la aperontan kodon de 3 literoj kaj alklaku sur DOWNLOAD)

La dosiero ZIP estas 94 Mb kaj enhavas 25 cxapitrojn laux MP3, kovrilojn, la tekston de la libro en PDF kaj instruojn por registri al KD uzante Nero-n.

Bonvole disvastigu tiun informon.

Bonan auxskultadon !

Emilio Cid
R. Frei Gaspar, 663 - 11310-061 - São Vicente - SP - Brasil
tel. (5513) 3468 3825
www.gerda.cjb.net
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