"Nova Sento in Rete" n. 68 - Gioventù Esperantista Italiana
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  Numero 68     1999-06-07
> SPECIALE ELEZIONI EUROPEE
- Massimo Carraro (DS)
- Jole Garuti (non specificato il gruppo di appartenenza)
- Olivier Depuis (Partito Radicale Transnazionale)
- Renzo Franz Di Cioccio (Verdi)
- Fiorella Ghilardotti (non specificato il gruppo di appartenenza)
- Maria Paradossi (DS)
- Lucia Venturi (DS)


  Contenuto
Carissimi lettori,

nelle ultime settimane alcuni attivisti del movimento hanno contattato vari candidati alle elezioni europee di domenica prossima.

Alcune risposte sono state pubblicate sui precedenti numeri di Nova Sento in rete.

Visto il continuo affluire di lettere ho pensato interessante la redazione di questo numero speciale che raccoglie tutte le lettere arrivatemi in questi giorni.

Chi volesse sfruttare questi ultimi giorni per contattare un po' di politici candidati lo faccia, possibilmente coordinandosi con i 2 motori dell'iniziativa:

- Umberto Broccatelli < u.broccatelli@agora.stm.it >

- Gianluca Serbo < giserbo@tin.it >

È auspicato da tutti, che questa fase sia solo la prima e che l'iniziativa prosegua, dopo le elezioni, con una costante e puntuale pressione sui candidati che si inseriranno nella lista degli europarlamentari che sostengono l'esperanto.

Per evitare guai, preciso che l'ordine che ho seguito è strettamente cronologico.

Buona lettura.

Framerio



Massimo Carraro

Il Vicenza Esperanto Centro ha incontrato il candidato diessino Massimo Carraro, imprenditore padovano, ex docente di diritto pubblico comparato.

Carraro, candidato nella circoscrizione nord est, durante il colloquio ha manifestato interesse al problema della politica linguistica nella Unione Europea e alla soluzione esperanto e si è dichiarato disponibile ad approfondire l'argomento dopo l'eventuale elezione.

Colgo l'occasione per ricordare che oggi si è tenuta la Printempa Festo del gruppo vicentino, consistita in una gita in bicicletta all'oasi WWF di Casale, in un pranzo al sacco e in vari giochi all'aperto. Alla manifestazione hanno partecipato anche una dozzina di non esperantisti.

Domenica 13 giugno verrà organizzata una caccia al tesoro aperta a tutti. Ai partecipanti verranno consegnati le istruzioni in esperanto, un vocabolarietto ed una grammatica essenziale.

Gxis

Gianluca Serbo

giserbo@tin.it

ICQ 9590827



Estimata Redaktoro,

laux via invito mi sendis kelkajn leterojn al euxropaj kandidatoj kaj mi resendas al vi la unuan respondon.

Salutojn

Ludovico Bevanda

Via Pascoli, 5

22071 Cadorago (Como)

-----Messaggio originale-----

Da: Jole Garuti [mailto: joleg@iol.it ]

Inviato: giovedì 3 giugno 1999 6.07

A: Bevanda Ludovico

Oggetto: lingue nell'Unione Europea

Domanda - Secondo Lei sarà possibile, dopo tale allargamento, mantenere l'attuale regime linguistico, secondo il quale tutte le lingue ufficiali degli Stati membri sono anche lingue ufficiali di lavoro dell'Unione?

Domanda - Quale sarà la Sua posizione, come Parlamentare Europeo, riguardo al problema delle lingue in Europa?

Risposta - È possibile ma non conveniente mantenere la situazione attuale. Ritengo che sia necessario arrivare ad una soluzione del problema lingue ufficiali mediante la scelta di un linguaggio comune. Del resto già adesso sono soprattutto due le lingue che vengono usate, il francese e l'inglese. Ma questo crea una disparità fra queste e le altre lingue delle nazioni europee parlate in Europa.

Oltretutto la ipotesi, che io auspico, di aumentare ulteriormente il numero degli Stati, e quindi delle nazioni, che fanno parte dell'Europa, ammettendo nell'Unione gli Stati dell'Europa orientale e balcanica che abbiano i requisiti necessari, non può che rendere sempre più complesso e complicato il lavoro dei rappresentanti eletti.

La soluzione esperanto mi sembra molto utile, ma bisognerebbe che venisse insegnato in tutti gli Stati europei. O almeno che vi fossero corsi rapidi di apprendimento per i parlamentari europei.

Domanda: - Esiste una lista comprende attualmente i nomi di 131 europarlamentari di tutti i partiti disponibili a sostenere l'esperanto. Eventualmente, sarebbe Lei disposta ad aderire a tale lista?

Risposta - Sì, certamente e volentieri.

Jole Garuti



Risposta di Olivier DUPUIS, segretario del Partito Radicale deputato europeo e candidato della Lista Emma Bonino al PE (circoscrizioni I, II e III) al questionario sul problema delle lingue in Europa.

Domanda - Secondo Lei sarà possibile, dopo tale allargamento, mantenere l'attuale regime linguistico, secondo il quale tutte le lingue ufficiali degli Stati membri sono anche lingue ufficiali di lavoro dell'Unione?

1) Se, come tutto sembra indicare, l'Unione procederà nei prossimi anni ad una serie di allargamenti che la porterebbero, a medio termine, a contare 25 membri, è evidente che i limiti del sistema attuale diverrebbero delle barriere insormontabili. Con un primo prevedibile allargamento, bisognerà, nell'ipotesi fatta dalla Commissione europea, aggiungere 5 lingue (polacco, ceco. ungherese, estone e sloveno) alle 11 attualmente utilizzate, introducendo allo stesso tempo una nuova famiglia linguistica, la slava, alle 4 già esistenti (romanza, germanica, greca e ugrofinnica). Sappiamo che altri sei paesi sono già candidati (Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Bulgaria e Turchia) per un totale di 22 lingue. A questi paesi si devono aggiungere l'Albania, la Serbia, la Bosnia e la Croazia, che, più o meno rapidamente, saranno portate a presentare la propria domanda di adesione, ciò che condurrebbe il totale delle lingue dell'Unione a 25 o 26 (non esistendo più il serbo croato) e a 600 il totale delle combinazioni.

Domanda - Quale sarà la Sua posizione, come Parlamentare Europeo, riguardo al problema delle lingue in Europa?

2) La mia posizione, quella del Partito Radicale transnazionale, riguardo al problema delle lingue in Europa si può articolare secondo due aspetti.

- Aspetto istituzionale.

A breve termine, si tratta di affrontare la questione dell'interpretazione e della traduzione, i cui costi subiranno un'ulteriore forte aumento a seguito dei futuri allargamenti, mentre la loro qualità sarà sempre più discutibile. In altri termini occorrerebbe studiare, tra le varie ipotesi, quella di articolare i sistemi di interpretazione e di traduzione intorno a una lingua-ponte possibilmente una lingua "neutra" (nel qual caso si impone abbastanza naturalmente per caratteristiche storico linguistiche l'esperanto). Un tale sistema limiterebbe le "dispersioni" e permetterebbe una notevole diminuzione del numero di interpreti (2 per cabina invece dei 3 o 4 attuali, 5 o 6 dopo gli eventuali allargamenti). Per quanto riguarda la traduzione, la lingua ponte potrebbe essere ugualmente usata come lingua di riferimento (giuridico e semantico in senso lato).

- Comunicazione tra cittadini dell'Unione.

Si tratterebbe di chiedere all'UE di proseguire nel quadro delle esperienze già avviate e di condurre in tutti i paesi dell'Unione e quelli candidati all'adesione un ampio progetto pilota di insegnamento nelle scuole elementari e secondarie della lingua neutra di comunicazione, l'esperanto, al fine di verificarne le qualità propedeutiche (numerosi studi universitari, tra cui in particolare quelli condotti dall'Università di Paderborn in Germania, hanno messo in rilievo queste qualità propedeutiche dell'esperanto) e operative (disponibilità e capacità dei professori ...).

Domanda: Esiste una lista comprende attualmente i nomi di 131 europarlamentari di tutti i partiti disponibili a sostenere l'esperanto. Eventualmente, sarebbe Lei disposta ad aderire a tale lista?

Il mio nome figura già sulla lista.



Franz Renzo DI CIOCCIO, candidato per la Federazione dei Verdi nelle circoscrizioni I (Nord Ovest) e III (Centro), musicista, ha dichiarato il suo interesse per l'esperanto, sia nel caso che venga eletto al Parlamento Europeo, sia in caso contrario, avendo intenzione di introdurre canzoni in esperanto nel repertorio del suo gruppo musicale.



Da: Fiorella Ghilardotti

Inviato: venerdì 4 giugno 1999 10.45

A: bevanda@tin.it

Oggetto: (nessun soggetto)

Egregio Signor Bevanda,

in risposta al Suo messaggio, Le comunico che sono senz'altro disposta ad aderire alla lista in appoggio alla lingua pianificata Esperanto; ritengo che si debba pensare a un nuovo regime linguistico in Europa che faciliti le comunicazioni a tutti i livelli.

Cordiali saluti.

Fiorella Ghilardotti



Risposta alla vostra lettera da parte della candidata DS alle elezioni europee Maria Paradossi. (pds.lucca@lunet.it )

Credo che l'Europa del futuro debba essere l'Europa dei popoli e dei diritti sociali, le differenze, etniche e culturali devono essere pensate come una ricchezza del nostro continente da valorizzare nel quadro di un Europa ricca di storie e di culture diverse.

L'utilizzo di un'unica lingua può essere di grande aiuto per la crescita anche culturale del continente. La proposta avanzata dalla vostra associazione mi sembra assai ragionevole e soprattutto articolata nel rispetto e nella salvaguardia delle diverse radici culturali dei vari paesi ed anche della possibilità di apprendimento delle altre lingue dell'Unione.

Ciò premesso rispondo volentieri alle vostre domande:

L'allargamento dell'Unione ai paesi dell'est europeo non può che arricchirla sia culturalmente, l'attuale regime linguistico può essere mantenuto affiancato da un serio e compatibile progetto di lingua unica europea.

Non ritengo che per i cittadini dell'Unione quello linguistico debba essere pensato come un problema, lo studio ed il confronto con le altre lingue non può che portare ad una crescita culturale e del rispetto delle storie e delle tradizioni dei popoli d'Europa.

Sarei disposta ad aderire a tale lista solo dopo una più approfondita analisi e un più approfondito confronto affinché possa avere la garanzia che la sua adozione possa dare un reale slancio ad una cultura interetnica ed interculturale in Europa.



Egregio Signor Bellucci,

sono profondamente convinta che la questione delle lingue in ambito europeo sia un punto centrale per lo sviluppo dell'Unione, e che vada quindi tenuta in grande considerazione nel processo di riforma delle istituzioni. In vista di un eventuale allargamento dell'Unione è, a mio parere, sicuramente auspicabile un mantenimento dell'attuale regime linguistico per cui le lingue ufficiali dei singoli stati membri sono parimenti considerate lingue ufficiali dell'Unione.

Tale provvedimento non risolve chiaramente i problemi di comunicazione tra i cittadini europei. A questo riguardo è invece opportuno promuovere un maggior impegno a livello scolastico per l'apprendimento delle lingue straniere, soprattutto nel nostro paese che in questo campo risulta molto indietro rispetto ad altri paesi del Nord Europa.

La lingua pianificata Esperanto potrebbe costituire uno degli strumenti utili a risolvere le difficoltà di comunicazione tra i cittadini d'Europa e pertanto le comunico la mia disponibilità ad aderire alla lista menzionata nella sua lettera.

Distinti saluti

Lucia Venturi
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